Duplice omicidio di Nicotera, ergastolo per Francesco Olivieri: riconosciuta la piena capacità di intendere e volere

Durante l’udienza l’imputato ha dato in escandescenze, portando la Procura a chiedere ulteriori accertamenti per i fatti avvenuti in carcere

Condanna all’ergastolo da parte della Corte d’Assise d’Appello per l’imputato Francesco Olivieri, detto Cicko, 39 anni, di Nicotera accusato di duplice omicidio aggravato, di un tentato omicidio e dei reati di lesioni personali, danneggiamento, porto e detenzione illegale di armi. Il processo si è celebrato dopo un secondo annullamento con rinvio da parte della Cassazione.

Stando a quanto riportato da “Il Vibonese”, una perizia della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro ha stabilito la piena capacità di intendere e volere da parte di Cicko Olivieri al momento del raid omicida che l’11 maggio 2018 ha provocato la morte a Nicotera di Michele Valarioti e Giuseppina Mollese, uccisi a colpi di fucile, e il ferimento a Limbadi di Francesca Vardè, Vincenzo e Pantaleone Timpano.

La furia omicida, stando al racconto di Francesco Olivieri, sarebbe da ricercare nella volontà di vendicare il fratello Mario ucciso nel 1997. La difesa dell’imputato, dal canto suo, con l’avvocato Francesco Schimio aveva presentato una propria perizia di parte ha concludendo per l’incapacità di intendere e volere dell’imputato. E’ prevalsa però la perizia disposta dalla Corte secondo la quale Francesco Olivieri al momento degli omicidi era perfettamente consapevole di quanto compiuto e della volontà omicida. Prima della lettura della sentenza, per l’imputato è scattata l’espulsione dall’aula (era video-collegato dal carcere di Prato) poiché ha devastato la saletta dove si trovava e aggredito violentemente gli agenti della polizia penitenziaria.

La Procura Generale di Catanzaro per tale episodio ha chiesto alla Corte la trasmissione degli atti e della videoregistrazione alla Procura di Prato per competenza territoriale al fine di procedere penalmente contro Francesco Olivieri.

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