Ancora un incidente negli ultimi giorni sulla Provinciale 522, ex Statale che collega Pizzo a Tropea. Lo scontro tra una motocicletta e un furgone, con una persona rimasta ferita, riporta al centro dell’attenzione la sicurezza di una strada da anni oggetto delle denunce dei cittadini. Ma la protesta non nasce dall’ultimo episodio. È una mobilitazione che va avanti da anni e che ha trovato nel comitato spontaneo Pro Rotonda ex Statale 522 il proprio punto di riferimento. La richiesta è precisa: realizzare una rotatoria nel territorio di Briatico, nel punto in cui la Provinciale si interseca con le diramazioni per Punta Scrugli, Punta Safò e Paradisoni. È questo il tratto che il comitato considera particolarmente pericoloso e dove, secondo quanto riferito dai promotori, si sono già verificati tre incidenti mortali.
Maria Turiano, il volto quotidiano della protesta
Tra le persone impegnate nel comitato c’è Maria Turiano, che gestisce proprio nella zona un negozio di fiori. La sua presenza è diventata anche un simbolo concreto di questa battaglia: Maria si prende cura del piccolo loculo realizzato a margine della strada in memoria di un motociclista morto dopo essere stato investito. Accanto al luogo del ricordo sono rimasti anche segni della tragedia, tra cui una ruota del veicolo coinvolto nell’investimento. Maria porta fiori, tiene pulito quello spazio e ne conserva la memoria. Un gesto silenzioso che accompagna da anni il suo impegno per chiedere maggiore sicurezza su quella strada.
“Abbiamo raccolto circa 300 firme, ma nulla si è mosso”
Pino Alviano, a capo del comitato, ricorda che la mobilitazione ha portato anche alla raccolta di circa 300 firme. “Da anni ci battiamo per la sicurezza stradale di questa Provinciale – spiega – e in particolare per realizzare una rotonda di vitale importanza”. L’opera richiesta dovrebbe sorgere dunque a Briatico, alla diramazione per Punta Scrugli, Punta Safò e Paradisoni, in un punto dove convergono flussi di traffico diretti anche verso il mare e dove il comitato segnala una particolare esposizione al rischio. “Abbiamo raccolto circa 300 firme, ma finora nulla si è mosso”, sottolinea Alviano, tornando sulla distanza tra le richieste avanzate dai cittadini e gli interventi finora realizzati.
Non solo la rotatoria
La protesta riguarda anche altre condizioni della Provinciale. Il comitato ha segnalato nel tempo carenze nella segnaletica verticale e orizzontale, la necessità di divieti di sorpasso nei punti più delicati, una regolamentazione più efficace della velocità e ulteriori interventi di messa in sicurezza. La questione assume particolare rilievo durante la stagione estiva, quando il traffico aumenta lungo una fascia costiera caratterizzata da numerosi accessi al mare e da una forte presenza turistica.
Sul fronte della mobilitazione, il comitato utilizza anche Facebook attraverso la pagina “Pro Rotonda Provinciale 522”, dove vengono raccolti materiali, immagini e iniziative sviluppate nel corso degli anni.
“Non basta parlarne dopo gli incidenti”
Alviano contesta anche il fatto che l’attenzione sulla strada torni alta soprattutto dopo un sinistro. “Oggi tutte le testate giornalistiche ritornano puntualmente a raccontare il morto – osserva – senza però menzionare quello che negli anni si sta facendo per evitare che ancora poveri innocenti perdano la vita”. Il senso della protesta è quindi quello di spostare il confronto dalla cronaca dell’emergenza alla prevenzione, coinvolgendo Regione, Provincia e amministrazioni comunali.
L’appello ai sindaci
Da qui l’invito ai sindaci di Pizzo, Vibo Valentia, Briatico, Zambrone, Parghelia e Tropea a unirsi alla mobilitazione. Il comitato chiede una posizione comune e una pressione istituzionale sulla Provincia di Vibo Valentia affinché vengano valutati e realizzati gli interventi necessari. Al centro resta la rotatoria da realizzare nel territorio di Briatico, all’incrocio con le diramazioni per Punta Scrugli, Punta Safò e Paradisoni, ma la richiesta comprende anche una complessiva verifica delle condizioni di sicurezza della Provinciale.
Il confronto sui social
Sui social il dibattito è acceso. Antonella Pupo contesta la risposta secondo cui mancherebbero le risorse e sostiene la necessità di una mobilitazione istituzionale più forte. Francesca Michelizzi e Sergio Rapisarda criticano la gestione delle risorse pubbliche, mentre Nicola Profiti richiama la responsabilità di chi guida, sottolineando l’importanza del rispetto dei limiti e delle regole della strada. Sono posizioni diverse, ma tutte finiscono per riportare al centro lo stesso interrogativo: quali interventi servono per evitare che la Provinciale torni ancora una volta sulle cronache per un’altra tragedia?
Quel piccolo loculo che continua a chiedere risposte
Sul bordo della strada resta intanto il piccolo loculo curato da Maria Turiano. Un luogo semplice, costruito per non dimenticare un motociclista morto sul posto, e diventato negli anni uno dei simboli più evidenti della protesta. Il comitato Pro Rotonda ha raccolto firme, prodotto segnalazioni e indicato un’opera precisa in un punto preciso. Ora chiede alle istituzioni di dare una risposta prima di altri incidenti e di altri morti.




