La fiaccolata contro la violenza criminale attraversa l’area industriale di Vibo Valentia, teatro negli ultimi giorni di attentati, spari e intimidazioni. E proprio in vista dell’iniziativa qualcosa si è mosso: sterpaglie rimosse, marciapiedi ripuliti, qualche lampione finalmente tornato ad illuminare i viali. Si è fatto quanto si è potuto. Merito della buona volontà della ditta della nettezza urbana del Comune di Vibo, di alcune aziende che hanno provveduto anche alla sostituzione di lampade ormai fuori uso e del supporto di Arsai, l’agenzia che raggruppa gli ex consorzi industriali della Calabria.
Luci accese solo a metà
Ma basta percorrere pochi metri per rendersi conto che il problema resta tutto lì. Alcune zone illuminate, altre completamente al buio. Un’immagine che racconta meglio di qualsiasi discorso l’abbandono che da anni avvolge l’area industriale. La fiaccolata nasce per dare una risposta forte contro la criminalità che sta soffocando il territorio, ma inevitabilmente finisce anche per accendere i riflettori sulle condizioni in cui imprese e lavoratori sono costretti a operare ogni giorno.
Un degrado che viene da lontano
Strade dissestate, illuminazione a intermittenza, manutenzione ridotta al minimo: il degrado non nasce oggi e non riguarda soltanto Vibo Valentia o Porto Salvo. Gran parte delle aree industriali targate Arsai convivono da tempo con problemi strutturali e servizi insufficienti. Per una sera, grazie alla mobilitazione generale, l’area industriale proverà a mostrarsi più dignitosa. Ma la sensazione è che non basti una fiaccolata per cancellare anni di disattenzione. E forse è proprio questa la fotografia più vera della situazione: si è fatto il possibile, ma resta ancora troppo buio.


