La Rada, l’imprenditore Cascasi rompe il silenzio: “L’Autorità Portuale ci autorizza e il giorno dopo ci manda via”

Dopo il sequestro delle attrezzature del lido, l’imprenditore denuncia l’avvio della revoca della concessione e accusa l’Autorità Portuale di aver ignorato per mesi le richieste di proroga

Caro direttore, nell’edizione di ieri, il suo giornale ha riportato la notizia del sequestro operato dai carabinieri di Vibo Marina sulle attrezzature del lido La Rada, attribuendo alla notizia il giusto risalto non tanto per se stessa ma per il collegamento alla mia persona e alle iniziative imprenditoriali poste in essere per lo sviluppo turistico dell’area portuale di Vibo Marina.

L’annuncio della revoca

Oggi sono io direttamente portatore di un’altra notizia, ancor più dirompente di quella di ieri: in data odierna l’Autorità Portuale ha comunicato l’avvio del procedimento per la revoca della concessione in capo a LA RADA perché, guarda caso, ieri avrebbero appurato, in seguito al sequestro, che vi sarebbe stata l’abusiva sostituzione di altri nel godimento della concessione. Hanno appreso solo ieri che la GRAMACA non è beneficiaria della autorizzazione al sub ingresso nella concessione con violazione dell’art. 45 bis del codice della navigazione.

Dal 2011 la gestione è affidata alla Gramaca

Facciamo un passo indietro in modo che i suoi lettori possano avere un quadro completo della gestione del Lido La Rada. La società La Rada s.r.l. è proprietaria del noto stabilimento balneare-ristorante esercitato sotto l’insegna “La Rada”, posto a Vibo Valentia Marina, alla via Vespucci in forza di regolare concessione, in vigore dall’anno 2000 e con scadenza al 31.12.2027.

Dal 2011 la gestione dello stabilimento viene effettuato dalla società Gramaca in forza di contratto stipulato con La Rada: il contratto prevedeva la scadenza del 31 marzo 2026 rinnovato per ulteriori cinque anni per mancata disdetta da parte di uno dei contraenti. Ecco che dal 2011 la Gramaca gestisce la concessione rilasciata in capo a La Rada.

Naturalmente di questo affidamento veniva informata l’Autorità Portuale che nel novembre 2021 ha rinnovato l’autorizzazione prescritta dall’art. 45 bis del codice della navigazione, con termine uguale a quello del contratto tra le parti, 31 marzo 2026 salvo proroga.

Le richieste di proroga senza risposta

Cominciamo con ristabilire una verità: dal 2021 l’Autorità Portuale sa, per averla autorizzata, che la concessione rilasciata alla Rada viene gestita dalla Gramaca. Ben prima della scadenza del 31 marzo 2026 La Rada, in data 2 marzo 2026 ha richiesto l’autorizzazione alla proroga del sub affidamento alla Gramaca. Nessun risposta o comunicazione arriva dall’Autorità Portuale. L’11 giugno 2026 non avendo alcuna risposta viene inviato un sollecito e un altro viene inviato in data 6 luglio 2026.

Il doppio atto del 16 e 17 luglio

Solo ieri , mentre l’amministratore della Gramaca tentava di spiegare ai carabinieri che l’attività svolta con l’insegna La Rada è stata autorizzata dall’Autorità Portuale e che è stata presentata richiesta di proroga e solleciti , perveniva una nota dell’Autorità Portuale con la quale si comunicava che non era stata ancora completata l’istruttoria sulla richiesta di proroga dell’autorizzazione in capo alla Gramaca (dopo oltre 4 mesi ) e chiedeva informazioni , entro 15 giorni , sullo stato di alcune demolizioni imposte da una sentenza del Consiglio di Stato, prima di valutare la sussistenza del rilascio della proroga richiesta.

Vince lo strabismo amministrativo

Oggi, con un evidente strabismo amministrativo, l’Autorità Portuale cade dalle nuvole e dopo aver scoperto che la concessione della società La Rada è esercitata dalla Gramaca ne preannuncia la revoca. Eppure l’Autorità Portuale aveva autorizzato la Gramaca, aveva ricevuto le diffide della Rada e della Gramaca contro la proroga della concessione della Meridionale Petroli, le osservazioni sul Piano di Emergenza Esterna, le lettere di risarcimento del danno e il ricorso al TAR di Reggio Calabria contro il procedimento di rinnovo della concessione della Meridionale Petroli.

L’imprenditore: ora basta! Mi arrendo

Il povero amministratore della Gramaca si trova imputato di occupazione abusiva di area demaniale e sulla RADA pende la preannunciata revoca della concessione. Questo perché l’Autorità Portuale non ha mai risposto alla richiesta presentata il 2 marzo 2026, non ha mai risposto al sollecito del 11 giugno e del 6 luglio. Così mentre il 16 luglio ci dice che l’istruttoria sulla richiesta di proroga e in atto e concede 15 giorni per rispondere, il giorno dopo, cambia idea, scopre che la Gramaca è priva di autorizzazione e decide che la Rada e la Gramaca se ne devono andare. Ecco quali sono i fatti, valutino i suoi lettori.

Per parte mia ho già deciso di dire basta, mi arrendo! Ho investito risorse spirituali e economiche per un investimento sul turismo a Vibo Marina in grado di creare occupazione e mi trovo a dover dire alle persone che si sacrificano per portare avanti il Lido La Rada che dovranno trovarsi un’altra occupazione.

Non mi pare un buon risultato, soprattutto per la città.

© Riproduzione riservata
Ultim'ora

Ti potrebbe interessare...

Il commissario Sestito: “Per noi la priorità è che Ivan non rimanga neanche un minuto senza assistenza. Le questioni economiche riguardano le istituzioni, non il paziente”
Disponibile gratuitamente da lunedì 20 luglio per dispositivi iOS e Android, la nuova applicazione “Osservaprezzi Carburanti” consentirà di trovare gli impianti più vicini, confrontare i prezzi praticati e verificarli rispetto alla media regionale
Accolta l’istanza di riesame presentata dall’Osservatorio Civico “Città Attiva” e dal Comitato San Bruno dopo il mancato riscontro a una richiesta di accesso civico

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Vibo Valentia n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019. Direttore Responsabile: Nicola Lopreiato
Noi di Calabria S.r.L. | P.Iva 03674010792