L’assistenza a Ivan Tavella non si fermerà: l’Asp di Vibo garantisce la continuità delle cure, resta aperto il nodo su chi dovrà sostenere i costi

Il commissario Sestito: "Per noi la priorità è che Ivan non rimanga neanche un minuto senza assistenza. Le questioni economiche riguardano le istituzioni, non il paziente"

La certezza, almeno per il momento, è una sola: Ivan Tavella non resterà senza assistenza. A ribadirlo è stato il commissario straordinario dell’Asp di Vibo Valentia, Vittorio Sestito, nel corso di una conferenza stampa convocata per fare chiarezza sulla vicenda del quarantasettenne affetto da distrofia muscolare, residente a Parma ma ancora anagraficamente a Vibo Valentia.

Accanto a Sestito erano presenti il direttore sanitario Ilario Lazzaro, la dirigente delle Professioni sanitarie Sara Fiorillo, la dottoressa  Maria Rosaria Vavalà del Distretto sanitario  e la dirigente dell’Ufficio legale, avvocato, Sabrina Caglioti. Un incontro voluto dall’Azienda sanitaria per ricostruire il percorso assistenziale seguito finora e rispondere alle polemiche sorte nelle ultime settimane.

L’assistenza non è mai stata interrotta

Il commissario ha voluto sgomberare subito il campo da quella che considera una ricostruzione non corrispondente alla realtà. “L’assistenza sanitaria nei confronti di Ivan non è mai venuta meno”, ha affermato, spiegando che, essendo Tavella domiciliato a Parma, è l’Azienda sanitaria emiliana ad erogare concretamente tutte le prestazioni previste, mentre l’Asp di Vibo Valentia sostiene i relativi costi secondo i meccanismi di compensazione previsti dal Servizio sanitario nazionale. “Il sistema sanitario è unico. Parma anticipa le prestazioni e poi ci addebita i costi. Non è questo il problema. Discutere se paga Parma o paga Vibo Valentia è una questione amministrativa che non deve ricadere sul paziente”.

Sestito ha ricordato come l’Asp abbia già autorizzato in passato anche l’acquisto di una carrozzina elettronica altamente personalizzata, dal costo particolarmente elevato e non ordinariamente prevista tra gli ausili inseriti nei Lea, ritenendo comunque indispensabile garantire a Tavella il supporto tecnologico più adeguato alle sue gravissime condizioni cliniche.

Il punto critico: assistenza sanitaria o assistenza sociale?

Il vero nodo della vicenda non riguarda quindi le cure mediche, ma la qualificazione di una parte dell’assistenza quotidiana garantita al paziente. Ivan Tavella vive da solo nella propria abitazione e, oltre agli interventi sanitari di medici, infermieri, fisioterapisti e specialisti, necessita di un’assistenza continuativa per l’alimentazione, l’igiene personale, la movimentazione e la gestione delle apparecchiature che gli consentono di respirare. Questo servizio viene assicurato da tre assistenti che lo seguono ventiquattro ore su ventiquattro, figure altamente formate ma che non appartengono alle professioni sanitarie. Proprio qui nasce il problema.

Il nuovo Piano assistenziale individualizzato (Pai) predisposto dall’Azienda sanitaria di Parma ha infatti qualificato questa attività come “assistenza non sanitaria”, collocandola nell’ambito dell’assistenza sociale. Una definizione che potrebbe spostare l’onere economico dall’Asp al Comune competente, aprendo un delicato confronto istituzionale destinato a coinvolgere anche la Regione Calabria.

Il confronto tra Asp, Comune e Regione

Negli ultimi mesi, ha spiegato Sestito, si sono svolti numerosi tavoli tecnici con il Comune di Parma, l’Azienda sanitaria emiliana, il medico di medicina generale, gli specialisti e gli stessi rappresentanti di Ivan Tavella. L’obiettivo era ottenere una valutazione chiara e ufficiale delle necessità assistenziali del paziente. Il Piano predisposto dagli specialisti emiliani conferma che le tre assistenti sono indispensabili, garantendo una presenza continua 24 ore su 24 per sette giorni alla settimana. Resta però da stabilire chi dovrà finanziarne il costo. Una questione tutt’altro che marginale, considerato che il servizio si aggira sui 200 mila euro l’anno.

I problemi economici non devono ricadere su Ivan

Su questo punto il commissario è stato categorico. “A Ivan non deve interessare chi paga. Che sia l’Asp, il Comune o la Regione è un problema nostro. L’importante è che continui ad avere l’assistenza di cui ha bisogno”. Per questo motivo l’Asp ha annunciato che, in attesa della definizione delle rispettive competenze amministrative, provvederà comunque a garantire la continuità del servizio, evitando qualsiasi interruzione allo scadere dell’attuale contratto con la società che mette a disposizione le tre assistenti. “Il primo agosto scade il contratto attuale, ma noi – dice Sestito – lo rinnoveremo. Successivamente continueremo il confronto con Comune e Regione per chiarire definitivamente gli aspetti economici”.

L’accettazione del nuovo Piano

Prima dell’avvio della nuova fase assistenziale manca però ancora un passaggio formale. Il Piano elaborato da Parma dovrà infatti essere accettato dallo stesso Ivan Tavella. L’Asp di Vibo ha già trasmesso tutta la documentazione al paziente e ai suoi legali, sottolineando come il documento rappresenti un importante passo avanti perché certifica ufficialmente la necessità della presenza continuativa delle tre assistenti. Una volta acquisita l’accettazione del Pai, il percorso potrà proseguire senza soluzione di continuità.

Il direttore Lazzaro: conta la qualità dell’assistenza

A chiudere la conferenza è stato il direttore sanitario Ilario Lazzaro, che ha invitato a concentrare l’attenzione non sulle definizioni burocratiche ma sull’efficacia del sistema di assistenza costruito intorno a Tavella. Secondo Lazzaro, gli indicatori clinici confermano la bontà del percorso seguito finora: assenza di complicanze, nessun ricorso improprio ai servizi di emergenza e una gestione domiciliare che ha garantito continuità e sicurezza. “Il Servizio sanitario nazionale deve mettere al centro la persona. Se qualcuno ha dubbi sulla qualità dell’assistenza ricevuta da Ivan, basta guardare gli indicatori clinici: dimostrano che il sistema ha funzionato”.

Una partita ancora aperta

La conferenza stampa ha chiarito un punto fondamentale: l’assistenza a Ivan Tavella continuerà senza interruzioni. Rimane però aperta la partita amministrativa e giuridica sulla natura delle prestazioni garantite dalle tre assistenti domiciliari.  È su questo confine, sottile ma decisivo, tra assistenza sanitaria e assistenza sociale, che si giocherà il confronto tra Asp, Comune e Regione. Sullo sfondo resta anche il timore, evocato durante l’incontro dal capo dell’ufficio legale dell’Asp, Sabrina Caglioti, che qualsiasi scelta dovrà essere adottata nel pieno rispetto delle norme contabili, per evitare future contestazioni da parte della Corte dei conti.

Nel frattempo, almeno sul piano dell’assistenza, l’impegno assunto pubblicamente dai vertici dell’Asp è netto: Ivan Tavella continuerà ad essere assistito, indipendentemente da chi, alla fine, sarà chiamato a sostenere il costo del servizio.

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