La Tazzina della Legalità al fianco di agricoltori e autotrasportatori: il lavoro non può essere lasciato solo

L’associazione sostiene la protesta pacifica delle categorie produttive e denuncia la scarsa attenzione dei media nazionali. "Non servono passerelle, ma risposte concrete. La legalità si difende anche garantendo dignità a chi lavora"

La Tazzina della Legalità si schiera al fianco di autotrasportatori e agricoltori, impegnati in questi giorni in una protesta pacifica per difendere il diritto al lavoro, la sostenibilità delle proprie attività e il futuro delle rispettive famiglie. Una mobilitazione che, secondo l’associazione, merita attenzione da parte delle istituzioni e dell’opinione pubblica, senza distinzioni territoriali o appartenenze politiche.

La presa di posizione parte da una constatazione: alle difficoltà economiche che gravano su queste categorie si aggiunge una visibilità mediatica giudicata insufficiente, soprattutto a livello nazionale. Da qui gli interrogativi sollevati dalla Tazzina della Legalità: «Esistono proteste di serie A e proteste di serie B? E quando a manifestare sono lavoratori del Sud, le loro ragioni meritano forse meno attenzione?».

Il diritto di protestare senza violenza

Nel documento viene sottolineata la differenza tra chi manifesta pacificamente per difendere il proprio lavoro e chi, invece, ricorre alla violenza, danneggia beni pubblici e privati o mette a rischio l’incolumità delle persone. La protesta pacifica è un diritto che va tutelato, sostiene l’associazione, mentre la devastazione non può diventare uno strumento di rivendicazione.

Il rischio, secondo la Tazzina della Legalità, è che la visibilità finisca per premiare le manifestazioni più conflittuali, lasciando in secondo piano quelle di lavoratori che chiedono ascolto senza ricorrere alla violenza. Una dinamica che alimenta la sensazione di marginalità vissuta dalla Calabria e dal Mezzogiorno, troppo spesso relegati ai margini del dibattito nazionale.

Imprese e famiglie sotto pressione

Autotrasportatori e agricoltori, viene ricordato, non chiedono privilegi, ma condizioni che consentano loro di continuare a lavorare. Ogni giornata di fermo comporta mancati ricavi, spese che continuano a pesare sui bilanci, scadenze da rispettare e famiglie esposte a una crescente incertezza. Una situazione che si inserisce in un quadro economico già difficile, nel quale molte piccole e medie imprese faticano a restare sul mercato.

Per questo l’associazione invita ad affrontare la vertenza senza bandiere di partito e senza strumentalizzazioni elettorali. «Il lavoro e la dignità delle persone vengono prima degli interessi elettorali», è il principio che accompagna l’appello a individuare soluzioni concrete, mettendo al centro le esigenze di chi produce e garantisce servizi essenziali all’economia.

La legalità si difende anche tutelando il lavoro

È questo il passaggio centrale della presa di posizione. La legalità, secondo la Tazzina, non può essere confinata ai tribunali, alle commemorazioni o alle cerimonie ufficiali. Deve tradursi anche nella capacità di affrontare le difficoltà sociali ed economiche prima che diventino emergenze più gravi. Quando il lavoro non garantisce più una vita dignitosa e mancano prospettive concrete, avverte l’associazione, crescono le fragilità e si aprono spazi che possono essere sfruttati da chi opera nell’illegalità. Da qui la necessità di non limitarsi a osservare la protesta, ma di ascoltare le categorie coinvolte e sostenere le loro richieste prima che il disagio si trasformi in una crisi irreversibile per tante attività produttive.

Servono risposte, non passerelle

La Tazzina della Legalità annuncia la propria disponibilità a sostenere la mobilitazione pacifica, affinché le istanze di agricoltori e autotrasportatori raggiungano le istituzioni e trovino spazio nel dibattito pubblico. Un sostegno dichiarato senza appartenenze politiche e senza contropartite, nella convinzione che la legalità debba tradursi in attenzione concreta verso chi rischia di non riuscire più a vivere del proprio lavoro. Il messaggio conclusivo è netto: “Non servono altre passerelle, né solidarietà di facciata. Servono risposte, responsabilità e interventi tempestivi”.

Perché, conclude l’associazione, un Paese che lascia soli i propri lavoratori finisce per indebolire sé stesso. E il silenzio del Sud non significa assenza di ragioni, ma attesa di essere ascoltato. La Tazzina della Legalità ribadisce così la propria vicinanza a chi lavora, resiste e chiede condizioni dignitose per andare avanti, richiamando le istituzioni a una responsabilità che non può più essere rinviata.

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