Nicotera, Polito sui lavori nel centro: serviva confronto con la città, non il silenzio

L'ex assessore ai Lavori Pubblici interviene sul progetto da due milioni di euro tra Municipio e centro storico: nodi su parcheggi, fondi della Dieta Mediterranea e autorizzazioni per il bando in scadenza il 26 agosto 2026

Un intervento pubblico da circa due milioni di euro complessivi (di cui 1,48 milioni destinati all’appalto dei lavori) sta per cambiare il volto del centro di Nicotera, ma sulla modalità di gestione dell’opera esplode la riflessione politica. A sollevare una serie di perplessità è Federico Polito, già assessore ai Lavori Pubblici del Comune, che punta il dito sulla “mancanza di un preventivo confronto con la cittadinanza e sulla gestione delle criticità legate alla sosta e ai pareri tecnici”.

Il dibattito mancato sulla trasformazione del centro

“Voglio partire da una premessa molto semplice: sono favorevole agli investimenti, ai finanziamenti e alle opere pubbliche che possano creare sviluppo per Nicotera”, dichiara Polito. “Ma proprio perché parliamo di un investimento complessivo di 2 milioni di euro, con circa 1 milione e 480 mila euro di lavori, ritengo che un intervento di questa importanza non possa arrivare alla fase della gara senza che la città abbia avuto prima la possibilità di conoscerlo, comprenderlo e discuterlo”.

Sotto la lente dell’ex assessore finiscono anche le modalità con cui la comunità è venuta a conoscenza dell’opera: “La cosa che lascia maggiormente perplessi è che molti cittadini abbiano appreso dell’esistenza di questo progetto attraverso un post dell’ex consigliere comunale Antonio Macrì e che, solo successivamente, sia stato possibile ricostruirne contenuti e dimensioni consultando gli atti pubblicati dalla Stazione Unica Appaltante della Provincia. Non lo dico per alimentare polemiche personali. La mia vuole essere una critica politica e costruttiva”.

Impatto sull’area urbana e la questione dei parcheggi

L’opera interviene in un punto nevralgico del tessuto cittadino: “Stiamo parlando di un’opera che interviene nel cuore di Nicotera, su un’area strategica tra Municipio, scuole, servizi e centro storico. Il progetto prevede la demolizione dell’edificio esistente e la realizzazione di un nuovo corpo destinato principalmente a uffici comunali, con hall, spazi collettivi e una sala destinata ad attività collettive e Consiglio comunale. È un intervento che cambia concretamente il volto di quell’area. Ed è proprio qui che nasce la mia principale preoccupazione”.

L’impatto sul sistema di sosta è uno dei punti più critici sottolineati da Polito: “Quello spazio rappresenta oggi uno dei pochissimi polmoni di sosta nel centro cittadino. Con il nuovo assetto una parte importante dell’area oggi utilizzata per parcheggiare sarà occupata dalla nuova costruzione e dalle sistemazioni previste. Il rischio concreto è quello di sostituire uno spazio vitale per la città con una grande massa edificata, senza che parallelamente sia stata costruita una visione altrettanto ambiziosa sul tema dei parcheggi”.

A questo si aggiunge un interrogativo sulla natura stessa del finanziamento: “Dalla relazione tecnica emerge inoltre un elemento che è da ritenere molto significativo, il nuovo fabbricato viene espressamente descritto come un edificio adibito a sede comunale. L’intervento prevede quindi una struttura destinata principalmente agli uffici dell’Ente, dotata di hall, spaces collettivi e sala per attività collettive e Consiglio comunale, con impianti dimensionati per una nuova sede pubblica pienamente operativa. Questo rende ancora più necessario spiegare alla città quale sia la visione complessiva dell’intervento e quale rapporto concreto vi sia tra la finalità dichiarata del finanziamento – ‘Valorizzazione del paesaggio culturale della Dieta Mediterranea’ – e la realizzazione di una nuova sede comunale. Non è una contestazione pregiudiziale, ma una domanda politica legittima che merita una risposta chiara”.

Manca una pianificazione integrata della mobilità

Il problema della sosta torna negli elaborati tecnici esaminati, all’interno dei quali “si evincono le sistemazioni delle aree esterne, il porticato, le pavimentazioni e gli interventi sull’area circostante, ma non ho individuato una relazione che dica con chiarezza quanti posti auto esistano oggi, quanti ne verranno persi e dove verranno recuperati. Ed è questo, politicamente, che considero poco lungimirante”.

L’ex assessore ai Lavori Pubblici evidenzia la necessità di un approccio coordinato: “Con quasi due milioni di euro di investimento e con una trasformazione così importante del centro cittadino, sarebbe stato necessario pensare contemporaneamente anche alla mobilità e alla sosta. Valutare, per esempio, un parcheggio interrato o seminterrato, oppure individuare preventivamente nuove aree di parcheggio capaci di compensare quelle sottratte. Non basta progettare un edificio per spendere i soldi del finanziamento, ma bensì progettare il pezzo di città che quell’edificio modifica con criterio”.

“E credo che qui ci sia anche una questione più generale di visione politica: il nostro compito dovrebbe essere quello di aprire nuovi spazi alla collettività, renderli accessibili, fruibili e utili alla vita quotidiana della città, non sottrarre quelli che già esistono senza offrire alternative adeguate. Ogni intervento pubblico dovrebbe lasciare alla comunità più opportunità, più servizi e più qualità urbana di quanta ne abbia trovata”.

I dubbi procedurali e le richieste all’amministrazione

L’analisi di Polito tocca poi i profili burocratici e autorizzativi legati alla gara d’appalto: “Ci sono poi alcuni aspetti sui quali ritengo necessario fare piena chiarezza. Negli atti a base di gara non si evince nessun richiamo a una Conferenza dei servizi, né ho rinvenuto un quadro organico degli atti di assenso eventualmente acquisiti da parte degli enti competenti. Nessun richiamo a un parere della Soprintendenza, considerato che il nuovo edificio ricade in zona A – centro storico, né a una specifica valutazione del progetto da parte dei Vigili del Fuoco”.

L’obiettivo è fare piena luce prima della conclusione dell’iter: “Questo non significa affermare che questi atti non existano. Significa però che, trattandosi di un progetto esecutivo già approvato e posto a base di gara, ritengo doveroso chiedere pubblicamente: quali pareri sono stati acquisiti? Quali enti sono stati coinvolti? È stata convocata una Conferenza dei servizi? Qual è il quadro completo delle autorizzazioni?”.

“Io non sto chiedendo di bloccare un’opera. Sto chiedendo esattamente il contrario: che un investimento così importante sia realizzato nel modo migliore possibile per Nicotera per non incorrere in errori del passato già visti. Ma non considero sviluppo spendere milioni di euro senza affrontare contemporaneamente problemi strutturali come parcheggi, accessibilità e vivibilità del centro”.

Con la gara in corso, l’appello all’esecutivo cittadino diventa pressante: “E soprattutto non considero corretto che una comunità venga a conoscenza di una trasformazione così importante del proprio territorio quando il progetto è già esecutivo e la gara è ormai in corso con il termine per la presentazione delle offerte fissato al 26 agosto 2026 alle ore 12:00. Per questo chiedo all’Amministrazione una cosa semplice, presenti pubblicamente il progetto, mostri tutti i pareri e le autorizzazioni acquisite, chiarisca cosa accadrà ai parcheggi e spieghi quale visione complessiva esiste per quell’area”.

Costruire un’alternativa

“Non è un attacco personale. È politica”, conclude Polito. “E fare politica significa anche difendere gli spazi della comunità, crearne di nuovi e migliorare quelli esistenti, non ridurli senza aver prima costruito un’alternativa. Ed è il compito della politica fare domande oggi, per evitare che domani siano i cittadini a dover pagare le conseguenze di scelte non sufficientemente discusse”.

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