La morte dell’operaio di 53 anni nel cantiere del depuratore consortile di Francavilla Angitola riapre con forza il dramma delle morti sul lavoro in Calabria. Un’altra vita spezzata mentre si lavorava, un’altra famiglia distrutta, un’altra tragedia che impone risposte immediate e non più rinviabili. A intervenire sono il segretario generale della Cisl Magna Grecia, Daniele Gualtieri, e il segretario generale della Filca Cisl Calabria, Cristian De Masi, che esprimono “profondo cordoglio” per la morte dell’operaio e vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone a lui care.
“Fermare la scia di sangue”
Per i rappresentanti sindacali, quanto accaduto richiama “alla responsabilità collettiva di fare tutto il possibile per fermare la scia di sangue sui luoghi di lavoro”. Un richiamo netto, che arriva dopo l’ennesimo incidente mortale avvenuto in un cantiere calabrese. Gualtieri e De Masi chiedono di rendere “pienamente operativo” il Protocollo sulla sicurezza sottoscritto nelle scorse settimane in Prefettura a Vibo Valentia, puntando su una collaborazione stabile tra istituzioni, imprese, parti sociali, organi ispettivi e sistema della formazione.
Più controlli e formazione vera
Secondo Cisl e Filca, la prevenzione non può restare soltanto sulla carta. Serve rafforzare i controlli nei cantieri e nelle aziende, ma soprattutto investire nella formazione continua e qualificata dei lavoratori. “La sicurezza non può essere considerata un costo”, ribadiscono i sindacalisti, chiedendo azioni concrete di sensibilizzazione e aggiornamento delle procedure di protezione nei luoghi di lavoro. L’obiettivo, spiegano, deve essere quello di costruire una cultura della prevenzione già nelle scuole, prima ancora dell’ingresso nel mondo del lavoro. Perché il rispetto delle regole e la tutela della vita non possono diventare importanti soltanto dopo una tragedia.


