Il Piano del verde all’interno del Master Plan della Rigenerazione ha in sé la possibilità di ovviare a molti degli abnormi cambiamenti climatici.
Previsto dalla Strategia Europea per la biodiversità al 2030, per le città di almeno 20.000 abitanti, il Piano del verde è uno strumento fondamentale a disposizione dei Comuni, per definire l‘ambiente in una visione di medio-lungo termine.
Inoltre, svolge un ruolo chiave nel rafforzare la resilienza urbana, ovvero la capacità delle città di adattarsi ai cambiamenti climatici ed, inoltre, è ormai accertato che riduce l’incidenza di ansia, depressione e patologie respiratorie.
Piani urbanistici performativi
Oggi gli urbanisti ripetono che al posto dei piani regolatori (PRG e PSC) servirebbero piani performativi, che lavorino per un raggiungimento di performance, di obiettivi, di benessere, di indicatori di qualità.
In particolare, nei quartieri in crisi, centrali o periferici, nelle aree industriali dismesse, lì dove la domanda non c’è, dobbiamo lavorare in termini di stimolo della domanda stessa. Dobbiamo essere pronti a variazioni funzionali o dimensionali (Carta).
Masterplan
Oggi si pensa che il Masterplan possa diventare il perno, il catalizzatore, l’acceleratore di una nuova stagione di Rigenerazione urbana che tutti consideriamo decisiva, per ridare forza e ruolo alle nostre città.
La recente ondata di caldo dimostra che il clima ormai è investito da un’abnorme surriscaldamento, pertanto le nostre città devono cambiare, divenire “città spugna”, che assorbano bene l’acqua e il calore, anche in assenza di una legge nazionale sulla rigenerazione urbana (non considerata utile da molti), che definisca strumenti fiscali e premiali.
Il Masterplan, inteso come strumento intermedio tra PSC e piano attuativo, si configura come uno strumento di pianificazione strategica non conformativa, distinto sia dagli strumenti urbanistici tradizionali sia da quelli attualmente in discussione (Talia).
Materiali Innovativi: cool materials
Per fare ciò occorre usare i cosiddetti ” cool materials “, ovvero materiali ad alta riflettanza solare ed inoltre l’incremento delle superfici verdi, la progettazione bioclimatica e la riqualificazione degli spazi urbani. Tutto ciò sono gli strumenti che servono per ridurre l’effetto delle isole di calore. Investire in queste soluzioni significa non solo migliorare il comfort abitativo, ma anche rendere le città più sicure, sostenibili e vivibili durante le estati del futuro.
Accanto ai materiali innovativi, un ruolo fondamentale abbiamo visto è svolto dalla natura. Alberature, parchi, facciate verdi e tetti vegetali contribuiscono a raffrescare l’ambiente attraverso l’ombreggiamento e l’evapotraspirazione, riducendo sensibilmente le temperature nelle aree urbane. Quindi, sempre più progetti di rigenerazione urbana prevedono inoltre la sostituzione delle superfici asfaltate con materiali naturali o ad alta riflettenza, accompagnata dalla creazione di spazi verdi e corridoi ecologici, capaci di migliorare la ventilazione naturale tra gli edifici.
La Calabria
In Calabria abbiamo una timida legge sulla rigenerazione, ma nel complesso può aiutare, se viene applicata. A risolvere gli obiettivi più importanti e cioè:
1* L’isola di calore
E’ il primo fattore da modificare. Ovvero eliminare tutte le pavimentazioni impermeabili a favore delle aree con terreno permeabile e l’inserimento di verde che abbassi la temperatura urbana, la“città spugna”.
2* – Regolare la forestazione urbana: 3-30-300.
La formula coniata (Konijnendijk) spinge ad avere:
3 alberi visibili da ogni abitazione
30% di copertura arborea (suolo permeabile)
300 metri di distanza massima da un parco pubblico
3* – Vuoti urbani
Occorre preservare questi vuoti, anziché per nuove edificazioni, per aree attrezzate pubbliche, ed aree verdi
Contrapposizione Piano e Progetto
In definitiva, questo è un nuovo approccio al governo del territorio e delle città, che riesca a superare alcune rigidità, specie la contrapposizione tra politica del piano e cultura del progetto, oggi sbilanciato a favore di questo ultimo.
Oggi si pensa che il Masterplan possa diventare il perno, il catalizzatore, l’acceleratore di una nuova stagione di Rigenerazione urbana, che tutti consideriamo decisiva per ridare forza e ruolo alle nostre città.




