Sul tema più delicato per il futuro di Vibo Marina, quello della sicurezza legata ai depositi della Meridionale Petroli e all’area Eni, il Consiglio comunale si è chiuso con un nulla di fatto. Tutti gli ordini del giorno e le proposte sono finiti nel cestino e il confronto politico si è trasformato nell’ennesimo scontro senza sbocchi operativi. In fondo, forse, per chi vuole continuare a vivere indisturbato a palazzo Luigi Razza è meglio così.
A naufragare (al punto che non è neanche arrivato in aula) è stato innanzitutto il documento dei Democratici e Riformisti, vicini al consigliere regionale Alecci, che non ha raccolto le firme necessarie per arrivare in aula. Un passaggio politico pesante, nonostante il gruppo abbia comunque formalizzato in Prefettura le proprie osservazioni al Piano di emergenza esterna della Meridionale Petroli, il cui termine scade il 28 giugno. Ritirato anche l’ordine del giorno promosso da esponenti della maggioranza che proponeva di aprire una discussione sulla delocalizzazione della condotta Eni. Un’iniziativa firmata da Silvio Pisani, Laura Pugliese, Alessandra Grimaldi, Maria Trapani e Sergio Barbuto che, però, si è fermata prima ancora di arrivare al voto.
L’opposizione: teatrino e occasione persa
Le opposizioni di centrodestra si sono presentate compatte sul tema della sicurezza, almeno a parole. Per il resto un colpo al cerchio e uno alla botte. Per il centrodestra il Consiglio avrebbe dovuto esprimere una posizione unitaria a sostegno della delocalizzazione e della tutela dei cittadini. Mai però una contrapposizione netta. Il consigliere Niko Console (Democratici e Riformisti) ha parlato apertamente di “presa in giro” e di un “teatrino che la città non vuole più vedere”, accusando la politica di nascondersi dietro procedure e scaricabarile istituzionali mentre la sicurezza del territorio resta irrisolta. Per Console il vero nodo resta l’eliminazione delle fonti di rischio e la necessità di assumere posizioni nette sulla permanenza dei depositi.
Parole durissime da Giuseppe Cutrullà, che ha descritto una maggioranza attraversata da visioni opposte e incapace di presentarsi con una linea condivisa. Secondo l’esponente del centrodestra, il sindaco Enzo Romeo sarebbe rimasto isolato nella trattativa per la delocalizzazione, senza costruire un fronte istituzionale ampio e senza coinvolgere adeguatamente i rappresentanti politici del territorio.
Sulla stessa linea Carmen Corrado, che ha contestato il mancato coinvolgimento del Consiglio sugli sviluppi delle interlocuzioni romane e ha accusato l’amministrazione di aver gestito la vicenda senza un reale confronto con cittadini, operatori economici e forze politiche.
Danilo Tucci ha parlato apertamente di “risultato insufficiente”, sostenendo che il percorso avviato dall’amministrazione sia arrivato a un vicolo cieco e che la delocalizzazione, allo stato attuale, appaia sempre più lontana. Insomma, anche se da prospettive differenti, il centrodestra addebita al sindaco Romeo il fallimento della trattativa. Vengono addossate a lui le responsabilità di avere condotto l’amministrazione e l’intero consiglio comunale in un vicolo cieco.
Una frattura politica che preoccupa
Al di là delle posizioni contrapposte, il dato politico che emerge è uno solo: su una questione strategica per il futuro di Vibo Marina il Consiglio comunale non è riuscito a produrre una sintesi. Tra maggioranza spaccata, opposizione compatta e apparato amministrativo percepito sempre più distante dalla politica, la sensazione è quella di una città ancora senza una direzione chiara sulle grandi emergenze che riguardano il porto, la sicurezza industriale e lo sviluppo del territorio. Ogni intervento parte da concetto che Meridionale Petroli non vuole andarsene. E mentre la discussione si consuma tra accuse reciproche e regolamenti, i cittadini restano in attesa di risposte concrete. Come la delocalizzazione dei depositi, che continua ad essere evocata da tutti ma resta, ancora una volta, lontana dall’essere realizzata. Mentre per quanto concerne le osservazioni ed eventuali proposte sul piano di sicurezza esterno a Merdionale Petroli che a breve porterà alla chiusura via Vespucci nessuna sembra essere veramente preoccupato.



