La riscossione dei tributi, a Vibo Valentia, continua a trasformarsi in un incubo per centinaia di cittadini. Bollette considerate “pazze”, cartelle contestate, accertamenti ritenuti superficiali e contribuenti costretti a difendersi da richieste giudicate errate stanno alimentando un clima di esasperazione che ormai da mesi attraversa la città. Al centro delle polemiche c’è la Soget, la società di Pescara incaricata dal Comune della riscossione di acqua, Tari e Imu attraverso un appalto da circa un milione e 700 mila euro per cinque anni. Un servizio esternalizzato che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, avrebbe dovuto migliorare la capacità di riscossione dell’ente e recuperare l’evasione tributaria che da anni pesa sulle casse comunali. Ma la percezione dei cittadini appare ben diversa.
La “rete a strascico” delle cartelle
La vicenda, infatti, va ben oltre il singolo errore o la singola bolletta contestata. Per molti contribuenti il metodo utilizzato rischia di trasformarsi in una sorta di “rete a strascico”, capace di trascinare dentro anche quanti risultano in regola con i pagamenti. Il nodo di fondo resta quello che accomuna molti enti locali: carenza di personale, strumenti informatici spesso inadeguati e difficoltà nel monitorare in maniera puntuale i versamenti effettuati negli anni. Ed è proprio in questa fragilità amministrativa che si inseriscono le contestazioni dei cittadini.
Le segnalazioni continuano ad accumularsi. C’è chi si è visto recapitare richieste di pagamento già saldate anni prima, chi denuncia conteggi errati e chi è stato costretto a recuperare vecchie ricevute per dimostrare di aver già pagato. Operazioni tutt’altro che semplici, soprattutto quando la documentazione non è stata conservata o quando i pagamenti risalgono a molto tempo fa. Il problema, secondo molti utenti, starebbe proprio nella mancanza di verifiche accurate prima dell’emissione delle cartelle.
Tra ricorsi e rinunce
In diversi casi i contribuenti hanno deciso di rivolgersi ai legali per presentare ricorsi e opporsi agli accertamenti ritenuti illegittimi. Ma non tutti possono permetterselo. E così tanti cittadini, pur convinti di essere dalla parte della ragione, finiscono per pagare comunque. Nel dubbio. Per evitare ulteriori sanzioni, per timore di aggravare la situazione o semplicemente perché affrontare spese legali diventa impossibile. Intanto gli uffici spesso si presentano pieni e affollati. Non sono mancate, negli ultimi mesi, anche critiche politiche e richieste di intervento da parte di consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione, preoccupati per una situazione che continua ad alimentare tensioni e proteste.
Nuovi accertamenti e altra confusione
Ma il malcontento non riguarda più soltanto acqua, Tari e Imu. Da pochi giorni sono partiti anche gli accertamenti sulle licenze commerciali e sulle occupazioni di suolo pubblico. Ed è proprio su questo fronte che starebbero emergendo ulteriori criticità. Secondo diverse segnalazioni, infatti, in alcuni casi gli accertamenti verrebbero avviati senza verificare preventivamente se l’area occupata sia realmente comunale oppure demaniale. Un passaggio fondamentale, perché la natura dell’area cambia competenze, autorizzazioni e legittimità delle richieste di pagamento.
Una circostanza che starebbe generando ulteriore confusione tra commercianti, attività e cittadini già alle prese con una macchina della riscossione percepita come caotica e poco chiara.
La sfida del Comune
Il contrasto all’evasione tributaria resta una priorità per Palazzo Luigi Razza. Anche perché Vibo Valentia continua a fare i conti con percentuali molto alte di mancata riscossione e con un peso fiscale che, inevitabilmente, ricade spesso sui soliti contribuenti. Ma proprio qui si gioca la sfida più delicata: recuperare le somme dovute senza trasformare i controlli in un meccanismo che finisca per colpire indistintamente anche chi ha sempre pagato. Ed è questo il punto che oggi molti vibonesi continuano a sollevare: la necessità di una riscossione più efficiente, ma soprattutto più precisa, trasparente e rispettosa dei cittadini.


