Randagismo, Leal e Lega spingono su nuove misure: stretta su abbandoni e controlli

Il piano prevede sterilizzazioni obbligatorie, anagrafe digitale unica, maggiori controlli su allevamenti e canili e regole più rigorose per i trasferimenti degli animali

La Leal, lega antivivisezionista, presenta congiuntamente al senatore Manfredi Potenti (Lega), norme stringenti contro un fenomeno in crescita continua: il randagismo.

“Occorrono norme che diano una stretta a lacune che si trascinano da decenni e che hanno lasciato strada agevole alle ecomafie. Basta tolleranza sulla pelle di milioni di animali”, dichiara il presidente Leal Gian Marco Prampolini durante l’assise nazionale “La difesa dei diritti degli animali” organizzata da Potenti, responsabile dipartimento tutela del benessere degli animale. La proposta nasce su impulso e relazione di Marco Madrigano, medico veterinario e referente Leal per il randagismo in Calabria.

In Italia si stimano oltre 700.000 cani vaganti e 70.000-85.000 abbandoni l’anno, con migliaia di animali destinati a morte certa nei primi mesi.
La proposta Leal-Potenti introduce misure decisive per interrompere il ciclo del randagismo e riportare trasparenza di gestione: sterilizzazione obbligatoria per gli animali non destinati alla riproduzione controllata, per ridurre ingressi nei canili e nuove cucciolate. Anagrafe nazionale unica e digitale, con tracciabilità di cani, gatti, cani di quartiere, colonie feline e movimentazioni interregionale. Controlli rafforzati su allevamenti rurali, venatori e amatoriali. Trasparenza nella gestione dei canili e contrasto agli interessi privati. Regole stringenti sulle staffette e sui trasferimenti interregionali, con obblighi di tracciabilità.

Si punta poi al rafforzamento del ruolo di Asp e Comuni, con personale dedicato e monitoraggio costante. Integrazione del randagismo nelle politiche One Health, riconoscendone l’impatto globale. “Ho raccolto con grande interesse e condivisione – dice Potenti – la proposta di Leal, che ha voluto trasferire ai tavoli del legislatore alcune proposte di concreta fattibilità per combattere il fenomeno del randagiamo, una piaga sociale che mina alla base ogni diritto di rispettosa convivenza tra l’uomo ed il cane”. (Ansa)

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