L’Ufficio Centrale Regionale per il Referendum, istituito presso la Corte d’Appello di Catanzaro, ha accolto il ricorso presentato dai gruppi di minoranza del Consiglio Regionale della Calabria. Il provvedimento stabilisce la necessità di indire un referendum popolare sulla legge di modifica dello Statuto riguardante la nomina dei Sottosegretari alla Giunta regionale. L’opposizione ha accolto con forte entusiasmo la notizia: “Oggi è una giornata importante! È appena arrivata una notizia che aspettavamo con ansia e di fronte alla quale non possiamo certamente restare in silenzio. Oggi hanno vinto i calabresi. Basta decisioni sulla loro testa. Saranno loro a decidere se sprecare ancora risorse per moltiplicare le poltrone”.
Le ragioni del ricorso e la battaglia sullo Statuto
La contestazione dei partiti di minoranza contro la maggioranza guidata dal Presidente Roberto Occhiuto verte sull’opportunità di inserire nuove figure politiche non elette all’interno dell’esecutivo regionale. Secondo i firmatari del ricorso, tali nomine comporterebbero una spesa di centinaia di migliaia di euro all’anno senza corrispondere a reali e necessarie mansioni amministrative, configurandosi come una mera redistribuzione di incarichi interni alla coalizione di governo. La vicenda era entrata in una fase di stallo lo scorso 28 aprile, quando il Segretario Generale della Regione aveva rigettato la prima richiesta di referendum avanzata dall’opposizione. I consiglieri di minoranza non hanno accettato la decisione, considerandola un atto lesivo della democrazia, e hanno impugnato il rigetto assistiti dai docenti universitari Andrea Lollo e Paolo Falzea e dall’avvocato Antonio Ionà, ottenendo il pieno riconoscimento delle proprie tesi.
Lo scenario futuro per la Giunta regionale
La decisione dell’organo di controllo della Corte d’Appello sposta nuovamente la palla al centro del dibattito politico e istituzionale, vincolando le scelte della presidenza della Giunta. Secondo quanto dichiarato dai rappresentanti della minoranza, non è più politicamente percorribile la strada di una modifica statutaria che escluda il parere del corpo elettorale. Al momento attuale, il Presidente Occhiuto si trova di fronte a un bivio procedurale ben delineato: convocare nuovamente l’aula del Consiglio regionale per fare marcia indietro, cancellando definitivamente la figura dei Sottosegretari e ripristinando il testo originario, oppure decretare ufficialmente l’indizione della consultazione referendaria, chiamando formalmente i cittadini calabresi a esprimersi sull’introduzione dei nuovi costi della politica.



