San Ferdinando compra l’ex pollaio: via alla fattoria sociale per superare la tendopoli dei migranti

Arrivano i fondi del decreto Caivano Bis: stanziati oltre 300mila euro per acquisire l’area destinata al nuovo progetto di accoglienza

La strada era già tracciata da giorni, ma adesso arriva anche il passaggio formale che dà concretezza al piano per lo smantellamento della tendopoli dei migranti nell’area industriale di Gioia Tauro. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha infatti preso atto dell’autorizzazione alla vendita del compendio immobiliare individuato dal Comune di San Ferdinando per realizzare la futura “fattoria sociale”, struttura destinata ad accogliere i lavoratori migranti oggi ospitati nella baraccopoli.

Si tratta di un ex pollaio con annessa un’ampia area agricola, da anni in stato di abbandono, che l’amministrazione comunale intende trasformare in un presidio stabile di inclusione e accoglienza. Il prezzo fissato per l’acquisto è di 280mila euro, ma le risorse trasferite ammontano complessivamente a 302mila euro per coprire anche le spese accessorie legate all’operazione.

I fondi e il ruolo del commissario

Le somme arrivano dal decreto “Caivano Bis”, il provvedimento approvato dal Governo nella primavera del 2025 per finanziare interventi nelle aree del Paese caratterizzate da forte marginalità sociale ed economica. A gestire le risorse è il commissario straordinario Fabio Ciciliano, che ha autorizzato il trasferimento dei fondi necessari all’acquisto dell’immobile.

Il Comune di San Ferdinando, intanto, ha già predisposto un progetto di fattibilità per la realizzazione della nuova struttura, considerata il tassello decisivo per chiudere definitivamente l’esperienza della tendopoli, da anni simbolo di degrado, emergenza sanitaria e sfruttamento lavorativo nella Piana di Gioia Tauro.

Il borgo solidale di Taurianova

Parallelamente prosegue anche l’iter amministrativo per l’adeguamento del borgo solidale di Taurianova, destinato ad accogliere temporaneamente parte dei migranti durante la fase di transizione. L’ente ha già individuato il responsabile unico del procedimento per accelerare gli interventi necessari.

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