“L’ospedale di Serra San Bruno è una struttura che funziona, ma non può continuare a reggersi soltanto sulla professionalità e sul senso di responsabilità dei pochi medici, infermieri e operatori sanitari”. Il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”, ha fotografato così la situazione dello scalo sanitario serrese al termine di una visita ispettiva effettuata su invito del Comitato “San Bruno” guidato dal presidente Rocco La Rizza. Accompagnato da una delegazione composta da Lino Puzzonia, Maria Rosaria Franzè, Nensy Rachiele e Domenico Zaffino, l’esponente politico ha verificato lo stato dei locali e dei servizi erogati all’utenza, riscontrando un presidio in ottime condizioni dal punto di vista edilizio e logistico, ma pesantemente penalizzato sul fronte degli organici.
Reparti attivi e servizi sotto organico
L’analisi dettagliata condotta all’interno dei vari reparti ha evidenziato “forti disparità tra le potenzialità della struttura e le reali forze in campo” a causa delle “mancate risposte da parte dell’Asp di Vibo Valentia. I reparti di Medicina e Lungodegenza risultano attivi – ha affermato Bruno – ma sono i servizi di supporto a mostrare le criticità maggiori. La Radiologia si presenta fortemente sottoutilizzata, soprattutto per l’erogazione delle consulenze destinate all’esterno, mentre il laboratorio analisi soffre di una pesante e cronica carenza di figure chiave come medici, biologi e tecnici. In una situazione di costante affanno si trova anche il Pronto soccorso, presidio operativo 24 ore su 24, dove la scarsità di personale rischia di ripercuotersi direttamente sulla tempestività e sulla sicurezza delle risposte fornite ai cittadini in caso di emergenza”.
L’appello a Occhiuto per salvare gli ospedali di montagna
Davanti a questo scenario, il consigliere regionale ha indirizzato una richiesta d’intervento urgente al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, chiedendo un cambio di passo nella programmazione sanitaria che non valuti le strutture montane solo in base ai volumi di attività o ai numeri. “Garantire il diritto alla salute – ha concluso Enzo Bruno – significa assicurare pari opportunità di cura a tutti i cittadini, indipendentemente dal luogo in cui vivono. Le comunità delle aree interne non possono essere considerate territori di serie B: in queste zone il fattore tempo può fare la differenza tra la vita e la morte”.



