Tropea, la spesa turistica cresce del 40%: il 71% arriva dagli stranieri

I dati presentati da ASALT, HBenchmark e Mastercard fotografano una destinazione in crescita. Vasinton propone un Osservatorio permanente e una DMO per programmare il futuro della Costa degli Dei

Passare dalle impressioni ai numeri, dalle valutazioni spesso approssimative a strumenti capaci di misurare concretamente il valore economico del turismo. È questa la sfida lanciata dall’Associazione Albergatori Tropea (ASALT) nel corso dell’incontro “Tropea 2026 | Data Intelligence”, ospitato a Palazzo Santa Chiara con HBenchmark e Mastercard e il patrocinio del Comune.

I dati presentati restituiscono un quadro significativo: **la spesa turistica a Tropea è cresciuta del 40% rispetto al 2025 e il 71% della spesa rilevata è riconducibile ai visitatori internazionali**. Numeri che offrono una chiave di lettura diversa rispetto ai tradizionali indicatori di arrivi e presenze e che chiamano il territorio a una programmazione più strutturata.

Il valore oltre arrivi e presenze

All’iniziativa hanno partecipato numerosi imprenditori, operatori economici, associazioni di categoria e rappresentanti istituzionali. Presenti, tra gli altri, il direttore generale del Dipartimento Turismo della Regione Calabria, Roberto Cosentino, e i sindaci del territorio. Rilevante anche la presenza di operatori che mantengono le proprie attività aperte oltre l’alta stagione, contribuendo alla continuità dell’offerta turistica.

Il punto centrale è proprio questo: non basta sapere quanti visitatori arrivano e quanto si fermano. Occorre conoscere quanto spendono, quali settori intercettano i loro consumi e quale ricchezza producono per l’economia locale. “Non possiamo più programmare il turismo basandoci soltanto su percezioni e supposizioni – sostiene il presidente di ASALT, Massimo Vasinton –. Arrivi e presenze restano importanti, ma dobbiamo conoscere anche quanto spendono i visitatori, dove spendono e quale valore generano per l’intero territorio”.

La proposta di un Osservatorio permanente

Da questa esigenza nasce la proposta dell’associazione di istituire un Osservatorio turistico permanente, in grado di monitorare gli indicatori fondamentali della destinazione e mettere a disposizione degli operatori informazioni attendibili. Un investimento, anche economico, che secondo Vasinton consentirebbe di ridurre il margine di errore nelle scelte imprenditoriali e nelle strategie di sviluppo. Accanto all’Osservatorio, ASALT rilancia la necessità di costruire una DMO (Destination Management Organization), una struttura di coordinamento capace di mettere allo stesso tavolo istituzioni, imprese e associazioni di categoria, superando interventi frammentati e iniziative non coordinate.

Una strategia che coinvolga tutta la Costa degli Dei

La prospettiva indicata da Vasinton va oltre Tropea. La destinazione turistica, nella sua visione, non può essere racchiusa nei confini amministrativi della città, ma deve comprendere l’intera Costa degli Dei e il suo entroterra. Una dimensione territoriale più ampia, nella quale le singole realtà possano concorrere a una strategia comune. “La conoscenza non deve rimanere patrimonio di pochi. Deve essere condivisa. I dati ci aiutano a capire dove siamo. Ora dobbiamo decidere insieme dove vogliamo andare”, conclude il presidente di ASALT.

La sfida, dunque, è trasformare i numeri in scelte concrete. Perché la crescita della spesa turistica è un segnale importante, ma da sola non garantisce sviluppo. Servono organizzazione, continuità e una visione condivisa della destinazione.

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