“I cittadini meritano verità e trasparenza, non l’ennesimo capro espiatorio”. Inizia con questa ferma presa di posizione l’affondo del gruppo consiliare “Insieme per Tropea” contro l’amministrazione guidata da Giovanni Macrì. I consiglieri Giuseppe Rodolico, Francesca Romeo, Carmine Sicari e Antonio Tropeano denunciano un metodo politico ormai consolidato: “Quando c’è da rivendicare un risultato, il sindaco di Tropea parla in prima persona; quando invece emergono criticità, la responsabilità è sempre di qualcun altro”.
Nel mirino dell’opposizione finisce il tentativo di scaricare le colpe dei disservizi perfino sui Commissari Straordinari dello Stato, che hanno gestito l’ente dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Un atto definito “tanto prevedibile quanto inaccettabile, che offende l’ottimo lavoro esercitato dai riferimenti del Ministero dell’Interno e della Prefettura di Vibo Valentia” che hanno garantito “trasparenza amministrativa, equilibrio istituzionale e rispetto della legalità in una delle fasi più delicate della storia cittadina. Oggi, invece, il sindaco prova a trasformare proprio quella gestione nel capro espiatorio di ogni problema”.
La “battaglia dei numeri”: i dati ufficiali smentiscono il sindaco
Il cuore della contestazione riguarda le recenti dichiarazioni del sindaco, secondo cui la raccolta differenziata sarebbe crollata da “quasi l’80%” a poco più del 50%, portando con sei un aumento della TARI di circa 250 mila euro annui. “Ma i cittadini meritano risposte, non slogan” replicano i consiglieri, ponendo un quesito: “Dove sono i dati ufficiali che certificano quel presunto 80%? Perché la raccolta differenziata non si misura con i post sui social: si misura attraverso dati certificati, validati dagli enti competenti e consultabili da tutti”.
A supporto della propria tesi, la minoranza cita i dati ufficiali del Catasto Nazionale dei Rifiuti di ISPRA, validati da ARPACAL, secondo cui nel 2022 la raccolta differenziata si attestava al 57,38%, nel 2023 al 62,58% e nel 2024 al 60,61%. “Numeri pubblici e verificabili che smentiscono il presunto raggiungimento dell’80%” sottolinea la nota. “Se nel 2025 il dato dovesse realmente attestarsi intorno al 50%, si tratterebbe di una diminuzione di circa dieci punti percentuali rispetto all’anno precedente e non del crollo di trenta punti evocato dall’Amministrazione”. Il gruppo respinge anche l’accusa ai tropeani, etichettati come responsabili del calo: “I cittadini non possono diventare ogni volta il bersaglio che, invece, fanno emergere tutte le inefficienze amministrative. Prima di evocare ‘lordazzi’ o ‘porci blu’, Macrì spieghi chi ha certificato i suoi dati e perché non sono pubblicati integralmente”.
I consiglieri aggiungono che, se il sistema avesse iniziato a peggiorare già da due anni, appare inevitabile interrogarsi su chi il sindaco stia accusando per le responsabilità amministrative di questo periodo, se gli uffici comunali o i Commissari prefettizi, e si domandano perché non si pubblichino relazioni complete invece di costruire una narrazione in cui la colpa ricade sempre sugli altri.
Disservizi estivi e il paradosso dell’isola ecologica
Mentre la “macchina della comunicazione finanziata con risorse pubbliche diffonde messaggi celebrativi”, la minoranza descrive una “realtà quotidiana fatta di cumuli di rifiuti lasciati sui marciapiedi della città, oltre che disposti a mo’ di gincana sul lungomare, contenitori stracolmi e punti di raccolta trasformati in discariche improvvisate, con odori insopportabili che residenti e turisti subiscono durante la stagione estiva”. Davanti a questi disservizi il Comune, secondo l’opposizione, “sceglie il silenzio, senza alcun avviso, spiegazione o assunzione di responsabilità, interrompendo la trasparenza proprio dove iniziano i problemi”.
Non manca l’affondo sul fronte delle infrastrutture: “Perché oggi si annunciano otto nuove mini isole ecologiche quando, in sei anni di amministrazione, non è mai stata resa realmente operativa la vera isola ecologica comunale?”. Quella struttura, che doveva essere il fulcro del sistema, risulterebbe oggi destinata ad altri utilizzi, fungendo da ricovero dei mezzi della ditta affidataria del servizio. Per i consiglieri, continuare ad annunziare ciò che “si farà” equivale ad ammettere, implicitamente, che finora si è fatto troppo poco.
Tari e dubbi contabili: le domande all’Amministrazione
Sull’aumento della Tari di 250 mila euro, “Insieme per Tropea” accusa l’amministrazione di alimentare allarmismi senza mostrare il Piano Economico Finanziario (PEF), i conteggi analitici e gli atti tecnici che consentano di verificare come sia stata determinata tale previsione, rendendo ogni cifra una semplice affermazione politica. Il gruppo rivolge quindi precise e dirette domande al primo cittadino per chiedere perché l’unica soluzione prospettata sia quella di aumentare il costo del servizio, perché la quota indifferenziata (la più costosa, a circa 400 euro a tonnellata) non venga pesata con trasparenza anticipatamente nell’area dell’isola ecologica prima del suo conferimento in discarica, perché non si introducano meccanismi premianti come i sacchetti personalizzati per famiglia o operatori commerciali dotati di codici a barre per chi differenzia correttamente, e perché si continui a gravare sulle famiglie di Tropea, già costrette a sostenere una delle TARI più elevate della Calabria.
L’annuncio del ricorso formale all’accesso agli atti
La conclusione della minoranza è un richiamo alla responsabilità istituzionale, poiché chi governa non può attribuirsi ogni merito quando le cose funzionano e scaricare le colpe su Commissari, uffici, cittadini o turisti quando emergono criticità: “Governare significa assumersi le proprie responsabilità. Significa risolvere i problemi, non limitarsi a raccontarli. Tropea non ha bisogno di propaganda permanente, di comizi sui social o di nemici immaginari, ma ha bisogno di una città pulita, di un servizio efficiente e di un’amministrazione che dica finalmente tutta la verità ai cittadini”.
Per queste ragioni, il gruppo consiliare ha annunciato che attiverà tutti gli strumenti previsti dalla legge chiedendo formalmente l’accesso agli atti relativi alla gestione del servizio di igiene urbana. L’obiettivo è permettere ai cittadini di conoscere la reale situazione della raccolta differenziata, dei costi sostenuti dal Comune e delle ragioni che potrebbero determinare eventuali aumenti, concludendo che la trasparenza si pratica e non si proclama, che la verità si costruisce con atti amministrativi e che Tropea merita un’amministrazione che risponda con i fatti e non con la propaganda.



