Curare gli altri può bastare a dare un senso alla propria esistenza? È la domanda che attraversa “Poche cose essenziali”, il romanzo d’esordio del cardiologo calabrese Ferdinando Loiacono, pubblicato da Città del Sole edizioni. Una storia contemporanea che intreccia ambizione, fragilità e bisogno di autenticità, muovendosi tra corsie ospedaliere, relazioni complesse e scelte che cambiano il corso di una vita.
Il fallimento che cambia tutto
Aleco Sernaché, cardiochirurgo milanese, ha costruito la propria identità attorno al lavoro: trapiantare cuori, salvare vite, dare un senso alla propria esistenza attraverso quella degli altri. Una missione totalizzante che sembra non lasciare spazio ad altro. Ma l’equilibrio si spezza quando un paziente, con cui aveva costruito un rapporto umano profondo, decide di non affrontare l’intervento. È un fallimento che travalica il piano professionale e diventa personale, intimo, destabilizzante. Da quel momento, ogni certezza vacilla e il protagonista è costretto a rimettere in discussione le proprie priorità.
Dialoghi, viaggi e una generazione in bilico
Il romanzo si sviluppa attraverso dialoghi serrati, spesso taglienti, con gli amici più vicini: confronti che diventano strumenti di analisi, specchi in cui il protagonista si riflette senza sconti. A questi si affiancano due viaggi all’estero, momenti chiave che ampliano lo sguardo e introducono nuove prospettive, contribuendo a ridefinire obiettivi e orizzonti. Sul fondo, emerge il ritratto di una generazione, quella dei Millennial, sospesa tra aspettative e realtà, tra desiderio di realizzazione e senso di disorientamento. Il percorso di Sernaché diventa così anche un racconto collettivo, capace di intercettare inquietudini diffuse e domande ancora aperte.
L’amore e le “cose essenziali”
Nel pieno della crisi si inserisce una relazione sentimentale intensa e combattuta, che irrompe nella vita del protagonista con forza. L’amore non è rifugio semplice, ma terreno di confronto, capace di mettere ulteriormente in discussione le certezze acquisite. È proprio attraverso questa esperienza che Aleco inizia a guardare dentro se stesso, spostando l’attenzione dal cuore degli altri al proprio. Il titolo del romanzo diventa così chiave di lettura: le “poche cose essenziali” sono quelle che restano quando tutto il resto crolla, i punti fermi su cui ricostruire un’identità più autentica.
L’autore tra medicina e scrittura
Classe 1989, Ferdinando Loiacono è nato e cresciuto in Calabria prima di trasferirsi per studio e lavoro a Milano, dove oggi opera come cardiologo in un grande ospedale pubblico. Qualificato in insufficienza cardiaca presso la Società Europea di Cardiologia, ha maturato esperienze sul trapianto di cuore tra Barcellona e Bergamo, vivendo anche in prima linea l’emergenza pandemica. Accanto alla carriera medica, coltiva interessi che spaziano dal vino – è sommelier – ai viaggi, con una particolare attenzione per il Sudamerica, fino al teatro d’improvvisazione, praticato per anni sui palchi amatoriali tra Centro e Nord Italia. Dopo numerose pubblicazioni scientifiche, Poche cose essenziali segna il suo ingresso nella narrativa.
Dal libro ai social, fino al booktour
Partito il 30 marzo, il tour di presentazioni toccherà Calabria e Italia: tra gli appuntamenti imminenti il 6 maggio ore 18,30 – diretta streaming su Noi di Calabria, con Nicola Lopreiato; 10 maggio, ore 11 – Mondadori Bookstore Corso Mazzini (Cosenza), con Paola Sammarro; lo stesso giorno ore 17 – Sala consiliare comunale di Sant’Onofrio, evento Associazione Canapè, con Davide Mirabello e Noemi Barba; il 16 maggio – Salone Internazionale del Libro di Torino, Stand Calabria; 5 giugno, ore 18 – Spazio Open, con Claudio Cordova; 6 giugno 2026, ore 17 – Libreria Cuori d’Inchiostro, con Pietro Comito; 26 settembre 2026 – Mondadori Bookstore (Montalto Uffugo), con Teresa Magarò e Francesca Sicilia. Altre date in via di definizione.


