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Vibo, bufera sulle Guardie Mediche. I sindaci denunciano il tradimento dell’Asp

Annunciata la rottura di ogni dialogo con l’Azienda e minacciato il ricorso al Tar: "La delibera 176 va revocata immediatamente, siamo stati presi in giro"
piao asp vibo

Un duro atto di accusa scuote i vertici della sanità locale. Attraverso una nota della Conferenza dei Sindaci, i primi cittadini hanno espresso una ferma presa di posizione circa il problema delle Guardie Mediche, contestando apertamente l’operato del neo commissario dell’Asp di Vibo Valentia, Vittorio Sestito, del direttore sanitario e del direttore del Distretto.

Il cuore della disputa: la delibera 176

Al centro dello scontro c’è la nota prot. n. 27630 del 30/04/2026, definita dai sindaci come un “atto contrario agli accordi stabiliti sia in sede di Conferenza che di Comitato Ristretto”. Secondo quanto riferito dai primi cittadini del Vibonese, “il commissario Sestito aveva pubblicamente affermato che la delibera della Commissione Straordinaria n. 176 non avrebbe avuto efficacia e sarebbe stata sottoposta a una valutazione unanime e a modifiche congiunte con i sindacati di categoria”. Inizialmente, le parti avevano concordato una strategia diversa: anziché procedere con gli accorpamenti previsti dalla delibera, si era deciso di tentare la strada degli incentivi economici per facilitare nuove assunzioni di medici e sopperire alle carenze di organico. Solo in caso di insuccesso di tale manovra, commissario e sindaci avrebbero valutato insieme come affrontare le emergenze estive, correggendo le “evidenti discrasie” del provvedimento originario.

L’accusa di “spregio degli accordi”

La rottura è avvenuta quando, nonostante le rassicurazioni, il direttore del Distretto ha notificato ai medici ordini di servizio che prevedono gli accorpamenti, dando di fatto esecuzione alla contestata delibera 176. Nonostante un ulteriore contatto con Sestito, il quale aveva parlato di una “non corretta interpretazione degli uffici”, la nota ufficiale successivamente inviata ha convalidato l’operato del Distretto. I sindaci denunciano un “totale spregio degli accordi” e si dicono “letteralmente presi in giro” da una decisione che, seppur giustificata come emergenziale, applica una delibera fortemente contrastata.

La protesta e i firmatari

Stante la situazione, i sindaci hanno deciso di ritirare ogni collaborazione e forma di dialogo con il commissario finché la delibera 176 e gli atti conseguenziali non saranno esplicitamente revocati. Alcuni di loro hanno già preannunciato il ricorso al TAR. A sottoscrivere questa dura precisazione sono stati numerosi amministratori, tra cui Salvatore Fortunato Giordano (Mileto e Presidente della Conferenza), Sergio Pititto (Pizzo), Enzo Romeo (Vibo Valentia), Pino Marasco (Nicotera), Enzo Massa (Vazzano), Corrado L’Andolina (Zambrone), Raffaele Scaturchio (Dasà), Sergio Cannatelli (Sorianello), Luca Alessandro (Polia), Gennaro Crispo (Simbario) e Francesco Fazio (Fabrizia).

Si sono uniti alla protesta anche Francesco Angilletta (Mongiana), Giuseppe Condello (San Nicola da Crissa), Marco Martino (Capistrano), Rosanna Tassone (Brognaturo), Nino Di Bella (Dinami), Pasquale Farfaglia (San Gregorio d’Ippona), Alessandro Porcelli (Drapia), Alfredo Barillari (Serra San Bruno), Anna Bartucca (Filadelfia), Antonio Giacomo Lampasi (Monterosso), Giuseppe Rizzello (Maierato) ed Enzo Caruso (Pizzoni).

L’elenco prosegue con Caterina Contartese (Rombiolo), Enzo Marasco (Spilinga), Fabio Signoretta (Jonadi), Giuseppe Dato (Joppolo), Giuseppe Pizzonia (Francavilla Angitola), Antonio Landro (Parghelia), Leo Mercuri (Limbadi), Lidio Vallone (Briatico), Maria Budriesi (Zaccanopoli), Massimo Trimelliti (Filogaso), Michele Mesiano (Francica), Nicola Derito (San Costantino Calabro), Nicola Tripodi (Ricadi), Nino Pezzo (Sant’Onofrio), Pino Maruca (San Calogero), Rita Fuduli (Filandari), Antonio Maria Rosso (Spadola), Antonino Schinella (Arena), Serafino Fiamingo (Zungri), Enrico Sorrentino (Cessaniti), Pasquale Vivona (Gerocarne) e Romano Loielo (Nardodipace).

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