Medicina, Lamezia capitale della pneumologia: i massimi esperti a confronto sulle interstiziopatie polmonari

Nel congresso organizzato dall'ospedale cittadino, focus su genetica, diagnosi precoce e terapie innovative. Con i nuovi farmaci la progressione della malattia si riduce fino al 50%
pneumologia

Lamezia Terme si consolida come punto di riferimento nel panorama pneumologico regionale e nazionale. Oltre alla quotidiana attività clinica e assistenziale, la città rinnova il suo impegno nella formazione e nell’aggiornamento scientifico grazie al congresso “Interstiziopatie Polmonari 2026 – Stato dell’arte e prospettive future”, ospitato presso le sale del T Hotel.

L’evento, organizzato dalla Pneumologia dell’Ospedale di Lamezia Terme, ha radunato i massimi specialisti provenienti dai più qualificati centri italiani – tra cui il Policlinico Gemelli di Roma, il Policlinico di Milano, l’IRCCS Maugeri di Bari e l’Università Magna Graecia di Catanzaro – per fare il punto sulle ultime conquiste nel contrasto a questo gruppo eterogeneo di malattie, caratterizzate da infiammazione e fibrosi progressiva del tessuto polmonare.

Il team multidisciplinare

I lavori sono stati aperti dal presidente del congresso, Massimo Calderazzo, insieme ai responsabili scientifici Paolo Gambardella ed Eugenio Arrighi. Tutti hanno concordato su un punto fermo: la crescente complessità di queste patologie richiede un approccio multidisciplinare strutturato. Pneumologi, radiologi, reumatologi e anatomopatologi devono cooperare per garantire diagnosi accurate e terapie personalizzate. Proprio Paolo Gambardella, nel suo intervento, ha ribadito come il lavoro di squadra rappresenti oggi lo strumento più efficace per migliorare l’appropriatezza terapeutica e la qualità delle cure.

Progressi della ricerca

Il tavolo dei relatori ha visto alternarsi figure di primissimo piano della comunità scientifica. Il prof. Girolamo Pelaia (Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’UMG di Catanzaro) ha illustrato i progressi sui meccanismi biologici delle malattie fibrosanti. Il prof. Corrado Pelaia si è concentrato sull’evoluzione delle classificazioni e sui fattori genetici, un tema approfondito anche dalla genetista Francesca Dinatolo, che ha evidenziato il ruolo della diagnostica molecolare e dello screening familiare.

La diagnostica per immagini ha registrato passi da gigante: il prof. Domenico Laganà (ordinario di Radiologia all’UMG) ha mostrato come la TAC ad alta risoluzione sia oggi in grado di fornire risposte estremamente precise. Novità importanti arrivano anche dalle tecniche invasive: l’introduzione di criobiopsie e broncoscopie robotiche sta rivoluzionando l’accuratezza degli esami istologici.

I numeri della speranza

Dal congresso di Lamezia Terme sono emersi dati e numeri estremamente incoraggianti per il futuro dei pazienti. Le terapie di nuova generazione si stanno dimostrando capaci di rallentare e ridurre l’avanzamento delle malattie interstiziali fino al 50%, segnando una svolta decisiva nella gestione clinica. Sul fronte della qualità della vita, Mauro Carone (direttore della Pneumologia Acuti e Riabilitativa dell’IRCCS Maugeri di Bari) ha evidenziato il ruolo terapeutico cruciale della riabilitazione respiratoria, mentre Bruno Iovene della Fondazione Policlinico Gemelli di Roma ha delineato i futuri scenari di cura. Grandi passi in avanti si registrano infine nel campo dei trapianti di polmone: l’esperta Letizia Morlacchi del Policlinico di Milano ha approfondito i complessi percorsi di inserimento in lista, evidenziando come i dati attuali indichino un’aspettativa di vita post-intervento decisamente maggiore rispetto al passato.

Il programma scientifico ha visto inoltre i contributi specialistici di Clodoveo Ferri e Massimo L’Andolina sulle patologie associate alle malattie autoimmuni sistemiche, di Bonaventura Lazzaro sul delicato tema delle cure palliative nelle fasi avanzate, e gli interventi dei professionisti Flavio Fedele, Elena Lio, Diletta Cristaudo, Manuela Cancelliere e Graziella Perri.

La rete assistenziale calabrese per le malattie rare

Il congresso ha registrato anche un importante momento di snodo politico-istituzionale con l’intervento della dott.ssa Liliana Rizzo, Dirigente del Dipartimento Salute e Welfare della Regione Calabria e referente regionale per le malattie rare. La dottoressa Rizzo ha rimarcato l’assoluta centralità della rete assistenziale regionale, evidenziando come la sinergia e la collaborazione strutturata tra i diversi centri del territorio siano le armi vincenti per garantire una presa in carico efficace e continua dei pazienti affetti da patologie rare e complesse.

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