Diocesi di Lamezia, a ottobre apre un punto di ascolto per persone con disabilità e famiglie

L'annuncio del vescovo Serafino Parisi durante la II Giornata Diocesana. Uno spazio nato per creare relazioni, fare da ponte con il territorio e stimolare le istituzioni regionali e comunali affinché nessuna famiglia sia lasciata sola di fronte alla fragilità

Nel mese di ottobre la Diocesi aprirà un punto di ascolto e prossimità per le persone con disabilità e le loro famiglie. Ad annunciarlo, il vescovo di Lamezia Terme, monsignor Serafino Parisi, al termine dell’incontro “La comunità che sostiene: famiglie e territorio per una inclusione autentica” nell’ambito della “II Giornata Diocesana insieme alle persone con disabilità”.

“Un luogo semplice, aperto – ha aggiunto monsignor Parisi – pensato in modo particolare per le persone con disabilità, le loro famiglie e tutti coloro che si affiancano al mondo della disabilità. Non nasce per sostituirsi ai servizi già esistenti, né per aggiungere un altro ufficio che si occupi di burocrazia e documenti, anche! Nasce essenzialmente, per creare legami. Vogliamo essere una Chiesa che ascolta prima di rispondere, che accompagna prima di indicare una strada e che soprattutto mette in relazione persone, parrocchie, associazioni, istituzioni.
Troppo spesso i bisogni restano nascosti, le famiglie non sanno a chi rivolgersi, le associazioni lavorano con generosità ma senza conoscersi tra loro, le comunità parrocchiali desiderano aiutare ma non sanno come farlo”.

“Questo punto di ascolto – ha proseguito il vescovo – vuole essere un ponte tra chi ha un bisogno e chi può offrire una risposta, tra la solitudine e la comunità. Un ponte tra le tante risorse presenti sul nostro territorio, affinché nessuno debba affrontare da solo il peso della propria fragilità. L’inclusione si costruisce con le relazioni. Si costruisce quando impariamo a guardarci negli occhi, ad ascoltarci, a riconoscere che ogni persona è un dono per la comunità”.

L’appello

“Per questo – ha proseguito monsignor Parisi – il mio invito è rivolto a tutti: parroci, operatori pastorali, associazioni, volontari, famiglie e uomini e donne di buona volontà. Aiutateci a far crescere questa rete di prossimità. Segnalate le situazioni di bisogno, mettete a disposizione competenze, tempo e cuore, costruite insieme a noi una comunità nella quale ciascuno possa sentirsi accolto, accompagnato e valorizzato. La Chiesa diventa credibile quando sa farsi vicina”.

Stimolo per le istituzioni

“È questo il progetto che oggi affidiamo al Signore: una Diocesi capace non solo di parlare di inclusione, ma di viverla ogni giorno, perché nessuno resti ai margini e tutti possano sentirsi davvero parte dell’unica famiglia dei figli di Dio” ed è anche per questo che “cercheremo di stimolare anche gli assessorati regionale e comunale per dare più informazioni possibili per poter mettere le famiglie su questa strada con meno apprensione. Vogliamo essere apripista per le altre Chiese e le altre comunità”. (Ansa)

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