Il questore di Vibo Valentia, Rodolfo Ruperti, insieme ai vertici locali di Federalberghi Confcommercio e Confindustria, ha siglato il protocollo “La Stanza Sospesa” per offrire ospitalità gratuita e immediata a donne e bambini vittime di violenza domestica. L’iniziativa, che garantisce un alloggio sicuro per due giorni in attesa del trasferimento nei centri antiviolenza, è stata presentata alla presenza del sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro, che ha elogiato il progetto come un esempio virtuoso di sinergia istituzionale e sociale a tutela dei più vulnerabili.
Un rifugio immediato per le vittime in sinergia con il mondo imprenditoriale
Il nuovo strumento operativo risponde a un’esigenza cruciale nella gestione delle emergenze legate alla violenza di genere: la protezione istantanea della vittima nel momento in cui decide di denunciare o richiedere un ammonimento. Grazie alla disponibilità delle strutture alberghiere del territorio aderenti a Federalberghi e Confindustria, gli operatori della Polizia di Stato potranno disporre di una collocazione protetta e gratuita per le prime 48 ore, un lasso di tempo fondamentale per consentire agli organi competenti di individuare una sistemazione stabile e definitiva presso le case rifugio o i centri specializzati. L’accordo siglato nella provincia calabrese dimostra come il tessuto imprenditoriale e privato possa integrarsi efficacemente con le finalità istituzionali, fornendo un supporto logistico e solidale concreto per colmare i momenti di maggiore fragilità e rischio per l’incolumità delle persone coinvolte.
Il plauso delle istituzioni: “Una rete concreta contro la violenza di genere”
Alla cerimonia di firma hanno preso parte importanti autorità, tra cui il Vicario del prefetto di Vibo Valentia e una rappresentanza di funzionari e personale della Questura. Particolarmente significativo è stato l’intervento del sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, Wanda Ferro, che ha espresso profonda gratitudine e apprezzamento per la nascita della “Stanza Sospesa”. Il sottosegretario ha evidenziato come la sicurezza e la tutela delle donne richiedano azioni corali capaci di fare rete sul territorio. Offrire un porto sicuro nel momento del distacco dal domicilio domestico rappresenta il primo, indispensabile passo per garantire un percorso di autonomia e rinascita, confermando la presenza di una comunità coesa che unisce Forze di polizia, imprese e istituzioni nella lotta ai reati di natura domestica.












