Vibo Marina, si aggrava il bilancio dello scontro in mare: cinque feriti, la vittima è Domenico Campana. Si indaga per omicidio nautico

Le indagini della Capitaneria di Porto di Vibo Marina, guidata dal comandante Guido Avallone, ricostruiscono la drammatica collisione: il gommone ha squarciato la piccola imbarcazione all’uscita del porto. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Vibo Valentia

È un bilancio ancora più pesante quello che emerge a distanza di ore dal gravissimo incidente avvenuto ieri sera, intorno alle 19.30, all’uscita del porto di Vibo Marina. Il giovane deceduto si chiamava Domenico Campana, 30 anni, era di Mirto Crosia, Alto Cosentino. Il giovane sarebbe stato sbalzato in acqua come altre persone che si trovavano sui natanti. Il decesso è avvenuto inseguito alle gravissime ferite riportate dall’elica di uno dei motori delle imbarcazioni. I feriti sono complessivamente cinque, e non due come era trapelato inizialmente; le condizioni più gravi sono quelle di una ragazza trasferita d’urgenza nella notte appena trascorsa a Catanzaro per la gravità delle ferite riportate.

A fare il punto stamane è il comandante della Capitaneria di Porto di Vibo Marina, Guido Avallone, che ha confermato l’avvio degli accertamenti e spiegato che si procede per omicidio nautico. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia. Al momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati.

Il gommone in uscita e l’imbarcazione quasi ferma

La prima ricostruzione consente di delineare una dinamica drammatica. Intorno alle 19.30, un gommone di circa dieci metri, con due persone a bordo (non è stato ancora rivelato di chi si tratta) stava uscendo dal porto quando si è trovato davanti una piccola imbarcazione con otto persone a bordo (anche in questo caso da verificare se ci potevano stare), che secondo gli elementi raccolti si trovava quasi ferma all’uscita del porto. L’impatto è stato violentissimo. Quasi tutte le persone  sono finite in acqua, trasformando in pochi secondi una normale serata di agosto in una situazione di emergenza generale. La richiesta di aiuto è partita immediatamente. Chi si trovava sul gommone si è attivato per prestare soccorso e il ferito più grave è stato recuperato e trasportato verso la banchina del porto, dove nel frattempo si mobilitavano le persone presenti nell’area.

I soccorsi: il medico in vacanza e la mobilitazione del Pontile Carmelo

Tra i primi a intervenire c’è stato il dottor Antonio Morabito Loprete, medico che si trovava casualmente in zona per trascorrere la serata. Il suo intervento è stato immediato, così come quello del personale del Pontile Carmelo, primo su tutti Franco Ranieri impegnato nelle operazioni di soccorso. Nessuno più di lui conosce il porto di Vibo Marina. È stato un momento di grande concitazione. Le persone presenti sul porto hanno assistito a una mobilitazione improvvisa, mentre venivano allertati i soccorsi e le unità delle forze dell’ordine. Poi sono arrivate le ambulanze. Due o forse tre mezzi, in successione, ma senza medico a bordo. Un elemento che torna prepotentemente al centro della vicenda e che dovrà essere valutato sul piano dell’organizzazione dell’emergenza, senza confonderlo con la ricostruzione delle responsabilità per la morte del giovane.

L’elisoccorso non operativo di notte

Sul posto si è posto anche il problema dell’elisoccorso. L’incidente è avvenuto poco dopo le 19.30 e, trattandosi di un’emergenza notturna, l’elicottero non ha potuto alzarsi in volo. È una circostanza che riapre inevitabilmente la discussione sulla capacità di risposta dell’emergenza sanitaria in una zona che, proprio nei giorni di Ferragosto, registra una presenza straordinaria di residenti e turisti. Il giovane, nonostante la gravità delle ferite, è stato assistito e accompagnato verso l’ospedale dal personale del 118 e dal caposala della Rianimazione dello Jazzolino, Gregorio Polistina, impegnato nelle fasi successive del soccorso. Ma per lui non c’è stato nulla da fare.

Gli altri feriti, alcuni dei quali giovani di età compresa tra i 20 e i 27 anni, sono stati trasportati in ospedale. Giudicata in gravi condizioni una ragazza è stata portato all’ospedale Pugliese di Catanzaro. Non è in fin di vita.

Due imbarcazioni prese a noleggio

C’è poi un altro elemento emerso dagli accertamenti della Capitaneria e destinato ad avere un peso importante nell’inchiesta: entrambi i mezzi coinvolti erano stati presi a noleggio. Un aspetto sul quale gli investigatori dovranno necessariamente andare a fondo. Occorrerà verificare chi avesse la disponibilità delle imbarcazioni, chi fosse alla guida, quali fossero le condizioni del noleggio e se fossero stati rispettati tutti gli obblighi previsti per la navigazione. La Capitaneria sta ricostruendo ogni passaggio della collisione. La Procura di Vibo Valentia coordina l’inchiesta e dovrà stabilire, attraverso gli accertamenti tecnici e le testimonianze, eventuali responsabilità.

Una dinamica che dovrà essere ricostruita secondo dopo secondo

Adesso la domanda è soprattutto una: come è stato possibile che due imbarcazioni si trovassero in collisione proprio all’uscita del porto?  Saranno determinanti anche eventuali testimonianze delle persone coinvolte e di altre che dalle spiagge vicine hanno assistito all’incredibile scontro. La tragedia lascia dunque due piani distinti, entrambi da approfondire. Da una parte l’indagine giudiziaria sull’incidente e sulla morte del giovane; dall’altra gli interrogativi sulla risposta dell’emergenza sanitaria. Ieri sera, all’uscita del porto di Vibo Marina, in pochi secondi si è consumata una tragedia.

Tragedia al porto di Vibo Marina: scontro tra imbarcazioni, un morto e due feriti

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