Pomeriggio di grande disagio per i trenta dializzati attualmente trattati nella struttura di Nicotera. A causa dell’assenza del nefrologo in congedo per malattia sono stati dirottati nella sede di Tropea dove al momento stanno trovando spazio nel turno pomeridiano e in quello notturno. Un ‘regalo’ inatteso e per nulla gradito anche per le difficoltà create dal doversi trasferire in altra struttura sotto un sole cocente e dal dover percorrere oltre trenta chilometri per raggiungere la destinazione assegnata.
Comprensibile il loro disappunto e le vibrate proteste per una situazione che il management aziendale non è riuscita a risolvere in tempo utile. Gli interessati si sono rivolti anche all’Aned per sollecitarne l’immediato intervento mirato ad evitare che lo spostamento a Tropea abbia a verificarsi anche nei prossimi giorni. Il nefrologo in servizio a Nicotera, infatti, sarà in malattia per sette giorni e bisognerà far di tutto per evitare che quanto accaduto oggi possa ripetersi ancora.
Da rimarcare, peraltro, che nella struttura di nicoterese, attualmente, oltre ai diciotto dializzati residenti, trovano accoglienza anche dodici pazienti che hanno aderito al progetto ‘Dialisi vacanze’ e sono provenienti, oltre che da varie città italiane, anche dalla Svizzera e dalla Germania. Qualcuno di loro ha già chiesto di poter godere delle indispensabili prestazioni anche per il mese di ottobre.
Una carenza che viene da lontano
I problemi, in verità, sono tanti. La carenza di nefrologi è un qualcosa che ha radici lontane. I vertici dell’Asp , anziché impegnarsi a trovare le soluzioni più idonee, hanno preferito andare avanti navigando a vista. Per fronteggiare il peggiorare della situazione hanno richiamato in servizio tre nefrologi che erano stati collocati in pensione. Il loro impiego, però, avviene a chiamata e senza superare un determinato numero di prestazioni mensili. In altre parole, il clima di precarietà è rimasto e tende a peggiorare.
Un solo nefrologo per le strutture periferiche
Basti pensare che, attualmente, risulterebbe in organico un solo nefrologo per tutte le strutture periferiche (Nicotera, Tropea e Serra)a, Tropea e Serra San Bruno), mentre la stessa sede ospedaliera di Vibo Valentia sarebbe alle prese con carenze d’organico legate a pensionamenti e altri motivi.
In verità, i dializzati , stante la delicatezza delle loro condizioni, meriterebbero maggiore attenzione e maggior rispetto. Pensare di poterli tranquillamente sballottare da una parte all’altra della provincia non appare cosa umanamente accettabile.
Il vertice Asp è bene ne prenda atto dando alla questione il giusto e tempestivo rilievo. La notizia di quanto accaduto nella sede nicorerese è già di dominio pubblico. Cittadini e associazioni non nascondono il loro malumore e l’auspicio è che anche l’amministrazione comunale prenda posizione a tutela di una struttura che è punto di riferimento per l’intero comprensorio, che risulta essere tra quelli più sensibili alle malattie renali in tutta la Calabria.




