Una sala gremita, un pubblico attento e partecipe, numerosi interventi e un confronto ricco di spunti scientifici e culturali hanno caratterizzato l’incontro dedicato alla prevenzione vascolare svoltosi presso la Sala Convegni di Palazzo Staglianò a Chiaravalle Centrale. L’evento, promosso dall’associazione Scienze Sociali in Scena, ha rappresentato un importante momento di divulgazione scientifica e di dialogo tra medicina, ricerca e cittadinanza. L’iniziativa ha confermato quanto sia fondamentale portare sui territori temi legati alla salute, alla prevenzione e alla diffusione della cultura scientifica.
Che cos’è la Sociologia Vascolare
Al centro dell’iniziativa è emersa con forza la Sociologia Vascolare. Si tratta di un innovativo ambito di studio che analizza le relazioni tra società, ambiente, cultura, comportamenti sociali e salute dei vasi sanguigni. Questa prospettiva scientifica originale sta attirando crescente attenzione per la sua capacità di integrare saperi tradizionalmente separati, costruendo un ponte tra chirurgia vascolare e sociologia. Una disciplina unica nel suo genere, nata dall’incontro tra due studiosi che rappresentano autentiche eccellenze nei rispettivi settori: il professor Raffaele Serra e il dottor Davide Costa.
I protagonisti della nuova disciplina: Raffaele Serra e Davide Costa
Il professor Raffaele Serra, professore ordinario di Chirurgia Vascolare, è considerato uno dei maggiori esperti internazionali nel proprio ambito disciplinare. Inserito tra gli scienziati più influenti al mondo individuati dagli studi bibliometrici dell’Università di Stanford, è autore di oltre 300 pubblicazioni scientifiche. Serra figura tra i professori più attivi, produttivi e citati a livello mondiale nel settore della chirurgia vascolare. Alla sua intensa attività clinica, chirurgica e accademica affianca il ruolo di vicepresidente dell’associazione Scienze Sociali in Scena, contribuendo allo sviluppo di progettualità innovative che mettono in dialogo medicina, ricerca e società.
Davide Costa, assegnista di ricerca, presidente e ideatore di Scienze Sociali in Scena, rappresenta una delle figure emergenti più originali della sociologia italiana contemporanea. Con quasi cento pubblicazioni scientifiche all’attivo, è attualmente il più giovane studioso abilitato alle funzioni di Professore Associato di Sociologia generale in Italia. Nonostante la giovane età, risulta già tra gli autori più citati della propria disciplina ed è stato insignito di numerosi riconoscimenti per saggi e ricerche che affrontano temi innovativi, spesso pionieristici e privi di precedenti nel panorama scientifico.
Il primo manuale di Sociologia della salute e delle malattie vascolari
Dall’incontro tra questi due percorsi accademici è nata una collaborazione scientifica che molti osservatori considerano tra le più innovative nel panorama interdisciplinare contemporaneo. Questo sodalizio ha raggiunto un importante risultato: la pubblicazione de “Il primo manuale di Sociologia della salute e delle malattie vascolari” edito da A.L.E. edizioni di Roma. I numerosi progetti di ricerca sviluppati congiuntamente da Serra e Costa stanno infatti aprendo nuove prospettive nello studio dei rapporti tra salute, società, ambiente e qualità della vita. Le loro attività contribuiscono alla costruzione di un paradigma innovativo che amplia la comprensione delle malattie vascolari ben oltre la loro dimensione esclusivamente biomedica.
La divulgazione scientifica sul territorio: i dettagli degli interventi
Di straordinario rilievo è stato l’intervento del professore Raffaele Serra, che ha saputo trasformare un tema altamente specialistico in un’occasione di apprendimento accessibile a tutti. Con il rigore dello scienziato e la sensibilità del divulgatore, Serra ha guidato il pubblico attraverso i principali aspetti delle patologie vascolari, illustrando i fattori di rischio, le strategie di prevenzione e le più avanzate prospettive terapeutiche oggi disponibili.
Particolarmente apprezzata è stata la sua capacità di tradurre concetti complessi in un linguaggio comprensibile anche ai non addetti ai lavori, senza mai rinunciare alla precisione scientifica. Attraverso esempi concreti e spiegazioni chiare, il professore ha mostrato come molte malattie vascolari possano essere prevenute grazie ad una maggiore consapevolezza e ad una corretta cultura della salute.
Il suo intervento ha rappresentato un autentico momento di educazione sanitaria, dimostrando come la ricerca di eccellenza possa uscire dai contesti universitari per incontrare direttamente i cittadini. Non è frequente, infatti, che uno studioso di questo calibro scelga di investire energie nella divulgazione scientifica territoriale.
L’intervento di Davide Costa: come la società entra nel corpo
Particolarmente apprezzato è stato successivamente l’intervento di Davide Costa, che ha illustrato al pubblico uno dei concetti più affascinanti e innovativi alla base della Sociologia Vascolare: il modo in cui la società entra letteralmente nel corpo umano.
Attraverso un linguaggio chiaro, scientificamente rigoroso e multidisciplinare, frutto di ben 3 lauree in ambito sanitario, sociologico, criminologico nonché un dottorato in Sociologia della salute ed una scuola di specializzazione in Antropologia Medica, Costa ha mostrato come fenomeni apparentemente esterni all’organismo, quali il degrado ambientale, i modelli alimentari, le disuguaglianze sociali, gli stili di vita e le trasformazioni culturali, non restino confinati nello spazio sociale, ma penetrino progressivamente nella dimensione biologica dell’individuo.
Tali fattori possono influenzare l’espressione genetica, modificare processi fisiologici, alterare strutture anatomiche e incidere direttamente sulla salute dei vasi sanguigni. In altre parole, ciò che accade nella società non rimane all’esterno del corpo, ma lascia tracce profonde e misurabili negli organismi umani.
Questa riflessione supera la tradizionale separazione tra natura e società, mostrando come molte patologie vascolari siano il risultato di una continua interazione tra fattori biologici, ambientali e sociali. Una patologia vascolare non appare più soltanto come un fenomeno individuale, ma come il punto di incontro tra processi corporei e processi collettivi. È proprio in questa prospettiva che si colloca la Sociologia Vascolare.
Il ruolo dell’organizzazione e le prospettive future della ricerca
Fondamentale per la riuscita dell’iniziativa è stato inoltre il contributo di Anna Rotundo, segretaria e responsabile Eventi di Scienze Sociali in Scena, nonché fotografa. Anna Rotundo ha coordinato l’organizzazione dell’incontro e ha affrontato con competenza, naturalezza ed equilibrio il ruolo di moderatrice, favorendo un confronto dinamico e partecipato tra relatori e pubblico.
La partecipazione registrata a Chiaravalle testimonia il crescente interesse verso modelli di ricerca e divulgazione capaci di mettere in dialogo scienza e società. Un risultato che rafforza la missione dell’associazione culturale Scienze Sociali in Scena: promuovere innovazione culturale e scientifica attraverso percorsi interdisciplinari che rendano accessibili ai cittadini temi complessi ma fondamentali per il benessere individuale e collettivo.
Così, la prevenzione vascolare sul territorio continuerà il proprio cammino, come prosegue il lavoro di ricerca portato avanti da Serra e Costa, il cui sodalizio scientifico sta contribuendo a definire una delle esperienze più originali e promettenti nel panorama italiano e internazionale della ricerca inter e transdisciplinare.
La Sociologia Vascolare oltre che una nuova disciplina è una nuova visione della salute. Una prospettiva nella quale chirurgia vascolare, sociologia e società dialogano costantemente per comprendere meglio le malattie, promuovere la prevenzione e costruire percorsi di cura sempre più efficaci, umani, centrati sul singolo paziente ed innovativi.




