Hantavirus, scatta l’allerta in Calabria: sorveglianza rafforzata dopo un caso legato a volo internazionale

Attivate le misure di controllo sanitario su un passeggero residente a Reggio Calabria rientrato da un volo collegato a un focolaio internazionale: rischio considerato basso, ma massima vigilanza sul territorio
hantavirus

In Calabria scattano i controlli precauzionali dopo l’identificazione di un passeggero coinvolto in un possibile contatto indiretto con il virus Andes: il sistema sanitario regionale attiva protocolli straordinari di monitoraggio, mentre le autorità sanitarie nazionali confermano un rischio al momento considerato basso ma non trascurabile. Un caso confermato di infezione da Andes Hantavirus, collegato a un focolaio sviluppatosi a bordo della nave da crociera M/V Hondius, ha fatto scattare un’immediata catena di verifiche internazionali e nazionali. Il soggetto, successivamente deceduto in Sudafrica, non ha mai effettuato il volo KL592 Johannesburg–Amsterdam del 25 aprile 2026, ma la sua presenza nelle fasi precedenti del viaggio ha reso necessaria una ricostruzione dettagliata dei possibili contatti in area aeroportuale.

Tra i passeggeri del volo è stato individuato anche un residente della provincia di Reggio Calabria, ora posto sotto stretta sorveglianza sanitaria.

Il nodo del possibile contatto in aeroporto

Secondo le prime valutazioni epidemiologiche, non si esclude che il caso indice possa aver avuto contatti indiretti con altri viaggiatori durante le operazioni di imbarco. Una dinamica che ha imposto alle autorità sanitarie un approccio di massima cautela, pur in presenza di un rischio di trasmissione considerato attualmente basso. Il passeggero calabrese, al rientro, è stato immediatamente preso in carico dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria e collocato in isolamento domiciliare precauzionale. Le sue condizioni, al momento, risultano completamente asintomatiche.

Sorveglianza rafforzata e rete sanitaria in allerta

La macchina della prevenzione è stata attivata su scala regionale. Le strutture ospedaliere e i servizi territoriali sono stati invitati a rafforzare i sistemi di individuazione precoce dei casi sospetti e a mantenere alta l’attenzione su sintomi compatibili con infezione da hantavirus. Il sistema sanitario dovrà considerare sospetti tutti i casi con febbre alta, sintomi respiratori o gastrointestinali e storia di possibile esposizione nei 42 giorni precedenti.

Ospedali e Pronto soccorso

Particolare attenzione è stata richiesta ai Pronto soccorso e ai reparti di emergenza, dove dovranno essere applicate procedure di triage rafforzate per intercettare rapidamente eventuali casi compatibili. Il personale sanitario dovrà operare con dispositivi di protezione individuale adeguati e con misure di isolamento respiratorio nei casi sospetti, per evitare qualsiasi rischio di diffusione intraospedaliera.

Attenzione alta ma rischio contenuto

Gli esperti internazionali e le autorità sanitarie italiane ribadiscono che la trasmissione dell’Andes Hantavirus avviene prevalentemente attraverso contatti stretti e prolungati con soggetti sintomatici. Per questo motivo, il rischio complessivo viene definito contenuto, ma la gestione del caso è stata impostata secondo il principio di massima precauzione, vista la gravità potenziale delle infezioni da hantavirus. Il monitoraggio è seguito in raccordo con il Ministero della Salute e con l’Istituto Superiore di Sanità, che fornisce aggiornamenti tecnici e indicazioni operative alle strutture sanitarie.

Controlli e notifiche immediate

Ogni caso sospetto dovrà essere segnalato con urgenza ai dipartimenti di prevenzione territoriali e trasmesso ai livelli regionali e ministeriali secondo le procedure di sorveglianza previste. La rete sanitaria resta in stato di vigilanza, mentre si attendono ulteriori aggiornamenti sull’evoluzione della situazione epidemiologica e sull’eventuale comparsa di nuovi casi collegati al cluster internazionale.

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