Minacce alla dottoressa Piperno, una settimana di silenzio: non si conoscono le decisioni dell’Asp

A chiarire i fatti è stato solo il Comitato per l’ordine e la sicurezza. Sul fronte aziendale restano vuoti comunicativi che alimentano incertezza e confusione
ambiti territoriali

A una settimana dalle gravi minacce rivolte alla dottoressa Alessia Piperno, medico del 118 in servizio a Tropea, la risposta istituzionale appare ancora frammentata. L’unico passaggio formale noto è quello avvenuto ieri, giovedì 29 gennaio, con la riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza, davanti al quale la professionista ha ricostruito quanto accaduto. Per il resto, dall’Asp non risultano comunicazioni ufficiali né atti conoscibili, un’assenza che rischia di amplificare dubbi e interrogativi nell’opinione pubblica.

Il Comitato agisce, l’Asp resta in silenzio

Dal Comitato per l’ordine e la sicurezza è arrivata una decisione concreta: l’impiego di vigilantes nei presidi sanitari e negli ospedali. Un intervento immediato sul piano dell’ordine pubblico, che tuttavia non chiarisce quale sia la linea dell’Azienda sanitaria rispetto alla vicenda interna. Ad oggi, infatti, non risulta adottato alcun provvedimento cautelare, né che l’Asp abbia ritenuto di comunicare l’avvio di un procedimento disciplinare, nonostante la rilevanza dei fatti emersi. Un elemento che colpisce proprio per la gravità dell’episodio.

Sicurezza a metà e questioni irrisolte

La vigilanza all’interno delle strutture rappresenta un primo argine, ma lascia scoperti altri aspetti della sicurezza quotidiana. I medici, come accade allo Jazzolino di Vibo, spesso sono costretti a raggiungere le proprie auto in aree isolate e poco illuminate, fuori da ogni forma di presidio. Soluzioni organizzative come parcheggi dedicati e sorvegliati per il personale sanitario potrebbero essere facilmente ipotizzate, ma al momento non risultano oggetto di valutazione pubblica.

Il rientro imminente e le decisioni attese

La dottoressa Piperno ha più volte chiarito che non tornerà a prestare servizio a Tropea in presenza del suo presunto aggressore, un operaio addetto alla manutenzione delle caldaie. Il rientro in servizio è previsto tra domenica e lunedì, ma le condizioni restano incerte.

È su questo passaggio che si concentra ora l’attenzione sui commissari dell’Asp. In una vicenda così eclatante, una decisione chiara e tempestiva non avrebbe solo valore amministrativo, ma rappresenterebbe un segnale concreto di tutela verso il personale sanitario e di trasparenza verso i cittadini.

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