Il diritto alla salute come principio costituzionale, le disparità territoriali nell’accesso alle cure e gli strumenti giuridici per tutelare i cittadini. Sono stati questi i temi al centro del convegno “Art. 32 della Costituzione: disuguaglianze nella sanità e diritti negati. Tutele giurisdizionali”, svoltosi nella Sala Consiliare della Provincia di Vibo Valentia su iniziativa della Camera Civile di Vibo Valentia.
L’incontro ha riunito rappresentanti del mondo accademico, della magistratura e delle professioni forensi per approfondire una questione che continua a segnare profondamente il Mezzogiorno e la Calabria: la difficoltà di trasformare il diritto alla salute, garantito dalla Costituzione, in un diritto realmente esigibile. Ad aprire i lavori è stata la presidente del Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, Teresa Chiodo, che ha introdotto le riflessioni della giornata dedicate alle criticità del sistema sanitario e alle possibili forme di tutela per i cittadini.
Il prof. Carrieri: la Calabria e il Sud penalizzati da un sistema che distribuisce male le risorse
Tra gli interventi più significativi quello del professor Vincenzo Carrieri, docente dell’Università della Calabria e direttore del Centro di ricerca interdipartimentale su Società, Salute e Territorio, che ha affrontato il tema delle disuguaglianze sanitarie da una prospettiva economica. Carrieri ha innanzitutto evidenziato il peso della sanità nella finanza pubblica italiana, ricordando come rappresenti il secondo capitolo di spesa dello Stato dopo le pensioni e assorba tra il 70 e l’80 per cento dei bilanci regionali. Nonostante ciò, secondo il docente Unical, negli ultimi anni il settore avrebbe subito una progressiva contrazione delle risorse.
“Dopo la crisi del 2008 – ha spiegato – la spesa sanitaria è stata ridotta in modo significativo e oggi l’Italia è il Paese del G7 che investe meno in sanità”. Il professore ha poi puntato l’attenzione sul sistema di riparto dei fondi sanitari nazionali, ritenuto una delle principali cause delle disuguaglianze territoriali. Secondo il docente, per oltre vent’anni la distribuzione delle risorse ha privilegiato quasi esclusivamente il fattore anagrafico, premiando le regioni con una popolazione più anziana e penalizzando quelle meridionali, caratterizzate da un’età media più giovane ma da condizioni socio-economiche più fragili e da maggiori fattori di rischio per la salute.
Solo recentemente, ha sottolineato, sono stati introdotti criteri che tengono conto della mortalità prematura e degli indicatori di deprivazione socio-economica, ma con un peso ancora limitato. Il prof. Carrieri ha inoltre evidenziato come, in sistemi sanitari analoghi a quello italiano, come quello britannico, le risorse vengano distribuite considerando anche le condizioni sociali ed economiche della popolazione, riconoscendo che le persone che vivono in contesti più svantaggiati presentano generalmente bisogni sanitari maggiori.
Il privato non alleggerisce davvero il sistema pubblico
Un altro passaggio centrale dell’intervento ha riguardato il rapporto tra sanità pubblica e privata. Carrieri ha osservato come in Calabria l’integrazione tra i due sistemi non produca gli effetti attesi. Le strutture private, infatti, tenderebbero a concentrarsi sulle prestazioni più remunerative, lasciando al servizio pubblico le attività più complesse e costose, come l’emergenza-urgenza, l’oncologia medica e altre prestazioni ad alto impatto assistenziale. Una situazione che, secondo il docente, contribuisce ad aggravare le difficoltà del sistema sanitario regionale e ad ampliare ulteriormente il divario tra diritti formalmente riconosciuti e diritti realmente garantiti. Da qui l’appello finale: aumentare le risorse destinate alla sanità e correggere i criteri di riparto per superare uno squilibrio che, a suo giudizio, continua a penalizzare il Sud del Paese.
D’Alessandro e Cricenti: dal diritto alla salute alla tutela risarcitoria
Sul piano giuridico, il professor Daniele D’Alessandro, docente di Diritto Sanitario dell’Università della Calabria, ha approfondito il tema delle disuguaglianze sanitarie analizzando il percorso che conduce dal riconoscimento del diritto alla salute alla concreta presa in carico della persona. Particolarmente atteso anche l’intervento del dottor Giuseppe Cricenti, magistrato, consigliere della Corte di Cassazione, che ha affrontato il tema della tutela risarcitoria della salute, evidenziando il ruolo della giurisdizione nel garantire ai cittadini strumenti effettivi di protezione quando il diritto costituzionale alla salute subisce lesioni o compromissioni. Il suo contributo ha posto l’accento sulla necessità che i diritti fondamentali trovino non soltanto riconoscimento normativo, ma anche adeguate forme di tutela concreta attraverso il sistema giudiziario.
Il riconoscimento al professor Luigi Bonavina
Uno dei momenti più significativi della manifestazione è stato il conferimento di un’opera d’arte del maestro Gerardo Sacco al professor Luigi Bonavina, chirurgo di fama internazionale, insignito del riconoscimento per l’eccellenza della sua attività medica e per il prestigioso contributo offerto alla comunità scientifica.
I saluti istituzionali della presidente della Camera Civile di Vibo Valentia Angela Pezzimenti, nonché di Marica Inzillo in rappresentanza dell’Ordine degli Avvocati di Vibo Valentia e di Fortunato Giordano, in qualità di presidente dell’assemblea dei sindaci di Vibo Valentia. A coordinare i lavori è stata l’avvocato Daniela Primerano, socio della Camera Civile di Vibo Valentia e presidente dell’Osservatorio Civico Città Attiva, associazione sempre in prima linea a sostegno del diritto alla salute.
Il convegno ha così offerto una fotografia approfondita delle criticità che caratterizzano il sistema sanitario italiano e, in particolare, quello calabrese, mettendo in luce come il tema delle risorse, dell’equità territoriale e delle tutele giuridiche resti centrale per garantire la piena attuazione dell’articolo 32 della Costituzione.



