Un nuovo, disperato appello e un forte grido d’allarme. Rocco La Rizza, presidente del Comitato San Bruno, ha lanciato una dura denuncia direttamente dall’ospedale di Serra San Bruno, segnalando l’ennesima e critica interruzione del servizio di emergenza-urgenza sul territorio. Secondo quanto riferito dall’attivista, il turno notturno (dalle ore 20:00 dei oggi, 12 luglio, alle ore 8:00 della mattinata di domani) rimarrà completamente privo della copertura dell’ambulanza del 118, un disservizio pesante che fa seguito a una mancanza analoga già registrata venerdì 10 luglio.
La Rizza ha evidenziato la forte preoccupazione della comunità locale per le sorti di un comprensorio montano caratterizzato da una complessa conformazione geografica e da evidenti disagi infrastrutturali. Nonostante la natura svantaggiata dell’area, però, secondo La Rizza, “la mancanza del mezzo di soccorso sembra non rappresentare una priorità per Azienda Zero”, l’ente regionale di governance sanitaria. Se c’è un codice rosso non so come va a finire – attacca duramente il presidente del Comitato – il management gioca con le nostre vite, non ha nessuna pietà e non vuole affrontare veramente il problema”.
L’appello ai sindaci e la minaccia di disobbedienza civile
La protesta del Comitato San Bruno punta il dito contro i vertici sanitari e richiama alle proprie responsabilità gli attori istituzionali coinvolti nei tavoli tecnici degli ultimi giorni. I cittadini pretendono risposte immediate e lo stop ai rinvii: “Basta parole, vogliamo i fatti! Mantenere le promesse che avete fatto l’altra sera alla conferenza dei sindaci”, incalza La Rizza nel suo videomessaggio.
La disperazione della base rischia ora di sfociare in forme di protesta eclatanti se il servizio del 118 non dovesse essere ripristinato stabilmente a presidio della salute pubblica. Il portavoce del Comitato ha concluso il suo intervento lanciando un preciso ultimatum e un monito fermo alla dirigenza dell’azienda sanitaria: “Spero che questa situazione non si ripeta, altrimenti saremo costretti alla disobbedienza civile. Siamo veramente disperati”.



