Un clima pesante e intollerabile stringe d’assedio il Comune di Vibo Valentia, colpito da una sequenza di atti intimidatori che stanno minando la serenità di chi opera all’interno delle istituzioni cittadine. Claudia Santoro, dirigente al Bilancio e alla Programmazione Finanziaria al comune di Vibo Valentia, non riesce a trattenere l’emozione nel ricordare il grave atto intimidatorio subito la scorsa estate, quando la sua automobile venne data alle fiamme e nel ringraziare gli inquirenti per l’ottimo lavoro svolto.
L’escalation di violenza: la cronologia degli attentati
La scia di episodi solleva enorme preoccupazione. Dopo l’incendio dell’auto della dirigente, sono arrivati i colpi d’arma da fuoco esplosi contro l’auto e l’abitazione del presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello; poi le percosse subite dal marito della consigliera Laura Pugliese e ancora una lettera minatoria lasciata sulla scrivania dell’assessore Marco Talarico.
Un clima pesante che negli ultimi giorni ha colpito nuovamente il Comune con i gravi episodi ai danni del dirigente del settore Urbanistica, Andrea Nocita. Prima l’aggressione fisica nei pressi della stazione ferroviaria di Vibo Pizzo, poi l’incendio della sua vettura.
La reazione del personale: l’assemblea nella sala consiliare
Atti che hanno scosso profondamente non solo l’amministrazione comunale, ma l’intera comunità e che hanno spinto i dipendenti comunali a convocare un’assemblea, nella sala consiliare, per discutere dei recenti episodi intimidatori e per riaffermare, con forza, il valore della legalità e della difesa delle istituzioni. Tre i punti all’ordine del giorno: l’analisi degli episodi avvenuti; le valutazioni sulla sicurezza del personale e sulla tutela delle istituzioni; le iniziative sindacali e istituzionali da intraprendere a sostegno del regolare funzionamento dell’ente. Alla riunione hanno preso parte anche rappresentanti sindacali, assessori, consiglieri e il sindaco Enzo Romeo, in un clima di forte partecipazione e solidarietà.
Un applauso per non lasciare solo chi serve lo Stato
L’assemblea si è conclusa con un lungo e sentito applauso dedicato ad Andrea Nocita, assente per ovvi motivi. Un applauso che è diventato simbolo di vicinanza umana, di sostegno morale e di resistenza civile. Perché chi serve le istituzioni non può essere lasciato solo. E perché davanti alla violenza, una comunità unita può ancora trovare la forza di rialzarsi e difendere la legalità.




