Il boato del PalaFlaminio di Rimini, colorato da quasi 1000 tifosi scafatesi, risuona fin tra i boschi delle Serre vibonesi. La Givova Scafati è ufficialmente tornata nell’olimpo del basket italiano, conquistando la Serie A al termine di una finale thrilling vinta per 76-80. Tra i protagonisti assoluti di questa promozione c’è un orgoglio tutto serrese: Nazzareno Italiano. Nato a Serra San Bruno il 15 luglio 1991, l’ala di 198 centimetri per 100 kg ha messo la sua firma indelebile in una stagione da incorniciare.
Un ritorno da protagonista
Per Italiano, quello a Scafati lo scorso ottobre era stato un ritorno romantico, dopo aver già vestito la maglia gialloblù nel 2018. Arrivato con un bagaglio di esperienza accumulato su parquet prestigiosi come quelli di Bologna (sponda Fortitudo) e Udine, Italiano ha portato in dote quella solidità difensiva e quel carattere che lo hanno reso un beniamino della tifoseria. Nella partita decisiva contro Rimini, il suo zampino è stato evidente nel momento del massimo allungo: è proprio un suo anticipo difensivo su Camara, a 60 secondi dalla fine del primo quarto, a dare il via al contropiede che ha permesso a Scafati di volare sul +16, scavando il solco psicologico necessario per resistere al ritorno dei romagnoli.
Il legame con le radici
Ma oltre l’atleta, c’è l’uomo rimasto profondamente legato alla sua terra. Nonostante una carriera che lo porta costantemente in giro per l’Italia, Nazzareno non ha mai dimenticato Serra San Bruno. Appena gli impegni agonistici glielo permettono, il “gigante” torna a casa per ritrovare la famiglia e ricaricare le pile tra le strade del suo paese natio, dove è amato non solo per i suoi canestri, ma per la semplicità e l’attaccamento alle origini.
La partita del trionfo
Il match contro la Riviera Banca Rimini è stato lo specchio della stagione di Scafati: una partenza bruciante, sofferenza nel cuore della gara e un finale di ghiaccio. Trascinati da un super Bruno Mascolo (22 punti) e dall’esperienza di Stefano Gentile, i gialloblù hanno saputo gestire il vantaggio nonostante i tentativi di rimonta di Porter e Alipiev. Con nove vittorie consecutive nel rush finale, la squadra di Vitucci (eletto allenatore dell’anno) ha dimostrato di essere la più forte.
Oggi Serra San Bruno celebra un suo figlio che, con la grinta di chi è partito dalla Calabria per conquistare i grandi palazzetti, si prepara a calcare nuovamente i parquet più prestigiosi d’Italia.



